L’Arci aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale 'Insieme senza muri'

18/05/2017

 

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di Nicola Licci, presidente Arci Milano

Siamo stati e saremo sempre migranti, l’unica cosa illegale è la paura, per questo saremo in piazza a Milano. Arci non può dimenticare che solo cento anni fa illegali eravamo noi, quando i nostri cittadini attraversavano gli oceani  per arrivare in America. Perché in Germania, in Svizzera e in Francia, nel dopoguerra, gli ‘appestati’, i reietti eravamo noi e anche i partigiani, durante la guerra, erano considerati ‘terroristi’ ed ‘illegali’, ovvero contro la legge. A New York nel 1914 arrivavano circa 40.000 persone al giorno. Tranne quelle malate che venivano messe in quarantena, agli altri veniva rilasciato un permesso e la possibilità di vivere e lavorare in quel paese. Oggi dopo 100 anni si innalzano muri lì e qui, nell’Europa dei trattati e non dei cittadini e questo è inaccettabile. Per questi motivi abbiamo aderito alla manifestazione, con un nostro appello, insieme a centinaia di organizzazioni sociali e semplici cittadini, per questo vi invitiamo a venire con noi sotto lo striscione dell’ Arci. Arci c’è e ci sarà a tutela dei diseredati del mondo, di chi fugge dalla povertà, dalla guerra, dalla carestia, per cercare un mondo migliore in cui vivere, allevare i propri figli, emanciparsi. Per questo serve un’accoglienza  qualificata, un’accoglienza diffusa che consenta di costruire, insieme,  un futuro degno per tutti gli esseri umani. Restiamo umani.

Questo il testo dell’appello:


INSIEME SENZA MURI

20 maggio 2017
Per un’accoglienza dignitosa, contro i muri e contro la criminalizzazione dei migranti e dei poveri

Aderiamo “senza se” alla manifestazione del 20 Maggio 2017 Insieme senza Muri. La netta denuncia alle politiche dei Muri, dell'intolleranza, delle strumentalizzazioni, delle paure e della percezione dell'insicurezza dei cittadini ci vede in prima fila, così come siamo in prima fila nel proporre la cultura della convivenza e dell’accoglienza.

Siamo per abrogare la Bossi-Fini e per l'approvazione della riforma della cittadinanza. 

 

Ma aggiungiamo, con forza e decisione, la nostra contrarietà ai due Decreti Legge, già convertiti in legge, di iniziativa dei Ministri Minniti e Orlando su Immigrazione e Sicurezza.

I due provvedimenti legislativi, oltre a violare l'art.24 della nostra Costituzione, negando il principio del giusto processo, sono un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese, sono in palese contraddizione, insieme all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo, con lo spirito della manifestazione del 20 maggio a Milano e di quella di Barcellona.

 

La pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza è inaccoglibile. Avalla una concezione sbagliata dell’ordine pubblico, crea maggiore insicurezza, criminalizzando un numero crescente di cittadine e cittadini colpiti da marginalità sociale invece di combatterne le cause. Nella criminalizzazione della povertà e della marginalità sociale nascono i Muri, la paura e i fenomeni di odio.

 

Ci saremo il 20 maggio, anche per schierarci al fianco delle organizzazioni umanitarie che salvano vite nel Mediterraneo e contro la criminalizzazione della solidarietà, come siamo stati nelle manifestazioni per la chiusura dei Cpt, dei Cie, ora CPR, come abbiamo partecipato alle iniziative per la raccolta delle firme per il diritto di voto e la cittadinanza, e come siamo stati presenti in tutte le occasioni che mettevano al centro il diritto e la libertà di migrare e di non morire di fame, di guerra e in mare.

 



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Posted by Livia Chalp on
Sono d'accordo con questo appello, basta muri, di qualunque genere, servono solo a fomentare intolleranza e odio, non risolvono i problemi, anzi, danno il pretesto al terrorismo per agire. I terroristi passano le frontiere indisturbati,perché hanno appoggi e sovente sono presenti sul territorio da anni,le frontiere chiudono fuori solo i disperati che cercano solo di vivere dignitosamente. Cosa possiamo fare noi cittadini per dare forza a questo appello?
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