Subito la legge sul biotestamento, un primo passo di civiltà per arrivare al pieno riconoscimento dell’autodeterminazione di ogni essere umano sulla propria vita

28/02/2017




E' un paese crudele quello che calpesta la dignità dell'essere umano. E lo fa due volte, la prima non riuscendo a garantire e tutelare la libertà dell'uomo o della donna di scegliere di andarsene con dignità, la seconda trasformando un percorso personale, di dolore e onestà, in un grande salotto televisivo.

E' un paese crudele, quello che ha la tracotanza di entrare nella sfera più intima di una persona, di soppesarne le scelte sulla pubblica piazza, di esprimere sentenze sul senso vero della vita e su quanto sia valore in sé anche quando si riduce a vuoto simulacro. Di quanto essa possa esser fatta di sguardi ed emozioni o di tanti fotogrammi di dolore legati indissolubilmente, senza tregua.campagna-eutanasia---invito.png

Un paese incapace di affrontare senza furori ideologici il grande tema dell'autodeterminazione, e di quanto essa sia fatta di libertà e dignità, ma anche di informazione e consapevolezza.
E' una discussione complessa che rischia di essere inquinata in origine da interventi strumentali che confondono il suicidio assistito con le dichiarazioni anticipate di trattamento, la sedazione profonda con l'eutanasia, minando qualsiasi possibilità di raggiungere con progressive consapevolezze traguardi importanti.

Vogliamo noi partire da qui, pensando che un primo tassello importante di questo percorso possa essere dotare finalmente il paese di una buona legge sul testamento biologico, che preveda le dichiarazioni anticipate di volontà sulle cure e i trattamenti sanitari a cui rifiutare di sottoporsi, ivi comprese l'idratazione e la nutrizione artificiali, e la vincolarietà di tali dichiarazioni nel rapporto medico paziente. Una legge che ambisca ad un pieno riconoscimento dell'autodeterminazione terapeutica così come recita anche la nostra costituzione.

Per questo promuoveremo il 9 marzo presso la Camera dei Deputati l'incontro "Biotestamento. Una scelta di civiltà non più rinviabile", chiedendo al parlamento di legiferare con coraggio e rigore e di colmare un vuoto enorme che rende il nostro paese talvolta profondamente incivile.

Avremo con noi Beppino Englaro, Rossana Cecchi, Prof. Ordinario di Medicina Legale Università di Parma, On. Paolo Beni e On. Donata Lenzi, relatrice della Commissione Affari Sociali che ha elaborato in questi mesi la proposta di legge che verrà incardinata in parlamento nei prossimi giorni.

 

Roma, 28 febbraio 2017

 



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