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Voci dall'Egitto n. 8 - novembre 2016

04/11/2016





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Notizie sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

numero 8 / novembre 2016


4 ottobre

Tre giornalisti arrestati e torturati

4_ottobre.jpgTre giornalisti sono stati arrestati, per aver raccolto fra i cittadini commenti sfavorevoli a un discorso di Al Sisi in merito alle difficoltà del bilancio egiziano. I giornalisti sono stati accusati di aver diffuso notizie false e di incitare via internet al terrorismo. Sono le accuse usate regolarmente dal governo egiziano per colpire il giornalismo indipendente e critico. I giornalisti, secondo il loro avvocato, sono stati torturati durante la detenzione. Il Comitato per la protezione dei Giornalisti ha emesso un comunicato che chiede l’immediato rilascio dei tre arrestati. “L’illusione che sia sufficiente arrestare i giornalisti, a causa delle loro interviste o reportage, per cambiare la realtà è una falsa speranza” ha dichiarato il direttore esecutivo del Comitato.

 

5 ottobre

Uno studio legale egiziano commenta la proposta di legge sulle organizzazioni non governative

Il 5 ottobre uno studio legale egiziano, United Group, ha pubblicato un’analisi della proposta di legge sulle organizzazioni non governative approvato dal Governo Egiziano l’8 settembre scorso. Lo studio rileva che la proposta “riflette le usuali preoccupazioni riguardo le organizzazioni non governative” e evidenzia numerosi elementi chiave che impediranno alle organizzazioni di società civile nazionali e straniere di operare in Egitto. Sottolinea anche che molti elementi della proposta di legge vanno contro la costituzione egiziana e gli standard internazionali. United Group è fra le organizzazioni che sono state prese di mira dal governo egiziano nel suo giro di vite contro la società civile indipendente. La legge impone numerose restrizioni, inclusa la possibilità che rappresentanti del Ministero della Solidarietà Sociale abbiano potere di supervisione e di monitoraggio di tutte le attività delle organizzazioni di società civile.

 

6 ottobre

Ex detenuto muore a causa della mancanza di cure mediche

6_ottobre_-_mohanad.jpegL’ex prigioniero politico Mohanad Ehab, diciannove anni, è morto di leucemia in un ospedale di New York. I suoi familiari hanno dichiarato che il decesso è da imputarsi alla mancanza di cure mediche durante la sua prigionia. Prima della sua morte, Ehab ha dichiarato: “Essere prigioniero del cancro e non poter lasciare il mio letto è una condizione migliore di quella che i prigionieri egiziani sono costretti ad affrontare in prigione”. Era stato accusato di sostegno ai Fratelli Musulmani sulla base del contenuto della sua pagina Facebook. Un hashtag molto popolare in questi giorni sui social media egiziani accusa il presidente Al-Sisi della morte di Mohanad.

 

7 ottobre

Il Consiglio Nazionale per i Diritti Umani critica le condizioni della prigione di Aqrab

vertical.jpgUna delegazione del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani ha visitato la prigione al-Aqrab a Tora, a seguito delle numerose rimostranze circa le condizioni della prigione. Le famiglie dei prigionieri denunciano anche la difficoltà ad ottenere permessi per le visite. Il Consiglio Nazionale per i Diritti Umani ha dichiarato in un comunicato di aver avuto difficoltà ad ottenere i permessi per entrare nella prigione e di aver ricevuto un diniego alla richiesta di incontrare alcuni detenuti, fra cui Hisham Gaafar, imprigionato dall’ottobre del 2015. Le autorità hanno risposto che invece sarebbero stati gli stessi prigionieri, fra i quali anche Gaafar, a rifiutare l’incontro con la delegazione. La delegazione ha espresso le sue preoccupazioni per le scarse cure mediche a disposizione dei detenuti, in particolare per le persone affette da malattie gravi.

 

11 ottobre

L’ONU preoccupato per la legge sulle organizzazioni di società civile

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di riunione pacifica Maina Kiai ha dichiarato “Sono preoccupato per la proposta di legge che aggraverebbe un quadro legislativo già molto vincolante e solleva ulteriori dubbi sulla compatibilità della legislazione dell’Egitto rispetto ai suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani. Il governo sembra impegnato ad attaccare sistematicamente la società civile in uno sforzo di silenziare la sua voce”.

 

12 ottobre

Il sindacato della stampa lancia una nuova campagna

12_ottobre.jpgIl Comitato Libertà del Sindacato della Stampa ha annunciato il lancio di una nuova campagna “Libertà per la penna”, creata per sostenere i giornalisti incarcerati nel paese. In una conferenza stampa, il presidente del sindacato Khaled ElBalshy ha spiegato che la campagna ha il sostegno dei giornalisti e delle loro famiglie e che sarà seguita da un’altra campagna per garantire le cure mediche necessarie ai detenuti. L’Egitto attualmente è il secondo paese al mondo, dopo la Cina, per numero di giornalisti imprigionati.

 

17 ottobre

La Procura presenta appello contro il rilascio di un fotogiornalista

Dopo che un tribunale del Cairo ha ordinato la liberazione del fotogiornalista Omer Adel, arrestato più di un mese fa, la Procura ha fatto appello per la seconda volta contro il rilascio. Adel è stato arrestato il 26 agosto di fronte a una stazione metro ed è stato considerato scomparso fino a quando in settembre è stato ritrovato nella stazione di polizia di El-Marg. L’Osservatorio Giornalisti Contro la Tortura riporta più di 100 violazioni contro i giornalisti solo nella scorsa estate.

 

18 ottobre

Gli USA chiedono il rilascio di una cittadina statunitense detenuta da 900 giorni

18_ottobre.jpgHa preso il via una nuova campagna per chiedere il rilascio di Aya Hijazi dopo 900 giorni di detenzione. Aya ha la doppia cittadinanza egiziana e statunitense, è stata arrestata nel maggio 2014 insieme a suo marito e a numerosi operatori della sua associazione di assistenza ai bambini “Belady”. Diversi rappresentanti istituzionali degli Stati Uniti, inclusa l’Ambasciatrice in Egitto, hanno ripetutamente fatto appello per il suo rilascio. Sua sorella ha dichiarato: “In Egitto, con il clima di paranoia contro le interferenze straniere, la cittadinanza USA di Aya contribuisce a tenerla in prigione.”

 

21 ottobre

Irruzione nella sede della Commissione Egiziana per i Diritti e le Libertà

Funzionari egiziani hanno fatto irruzione per una perquisizione nel quartier generale della Commissione egiziana per i Diritti e le Libertà al Cairo. I funzionari sono entrati nella sede con la giustificazione di cercare il direttore esecutivo Mohamed Lofty, in quel momento assente. L’avvocato della organizzazione ha chiesto ai funzionari di mostrare il mandato di perquisizione, senza esito. I dirigenti della organizzazione non governativa, alcuni dei quali da poco rilasciati dopo mesi di prigione, denunciano un salto di qualità nella repressione: “finora si sono accaniti contro le singole persone della organizzazione, ora l’obiettivo pare diventata la Commissione in quanto tale”.

 

24 ottobre

Critiche e boicottaggio del Forum Nazionale della Gioventù

24_ottobre.jpgI partiti politici egiziani democratici e progressisti, così come le organizzazioni giovanili democratiche, hanno dato vita a una campagna di critica e boicottaggio del Forum Nazionale della Gioventù sponsorizzato dal presidente Al-Sisi. Alla conferenza sono attese tremila persone ed è previsto l’intervento di Al-Sisi. Le critiche e il boicottaggio sottolineano che nel 2016, dichiarato in Egitto “anno della gioventù”, sono stati arrestati migliaia di giovani egiziani solo per aver espresso liberamente le proprie opinioni.

 

27 ottobre

Le forze di sicurezza fanno irruzione nella casa di un giornalista già arrestato

Le forze egiziane di sicurezza hanno fatto irruzione nella casa di Moahmed al-Batawy con la scusa di cercare il giornalista, che in realtà giace in prigione da più di un anno. Al-Batawi è stato arrestato e accusato di far parte di un gruppo fuorilegge dal 2015. Questa settimana, l’Osservatorio dei Giornalisti contro la Tortura ha pubblicato una lista di 18 giornalisti imprigionati con accuse relative al loro lavoro.

 

29 ottobre

L’Egitto eletto al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

29_ottobre.jpgL’Egitto è stato eletto il 29 ottobre al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani per il mandato che andrà dal 2017 al 2020. Ha ricevuto 173 voti, nonostante questo sia per il paese uno dei peggiori periodi della sua storia dal punto di vista dei diritti umani, con migliaia di uccisi, detenuti e torturati dallo stato. Il governo egiziano ha dichiarato: “L’elezione dell’Egitto, insieme alla attuale membership nel Consiglio di Sicurezza e nel Consiglio Africano per la Pace e la Sicurezza, riflette la crescente fiducia internazionale nel nostro paese e il suo ruolo guida nel promuovere sicurezza e stabilità nel Medio Oriente e in Africa”



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Posted by Franco on
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