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10.12.2001 - Bombardiamo il G8 di musica

BOMBARDIAMO IL G8 DI MUSICA

In vista del G8, Vittorio Nocenzi e Francesco di Giacomo, del Banco del Mutuo Soccorso, lanciano un appello a tutti i musicisti ad essere a Genova e a quanti saranno a Genova ad essere tutti musicisti per assediare di note il vertice dei potenti del mondo.

LETTERA APERTA

Di Vittorio Nocenzi e Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso

Al G8 di Genova, la più grande partitura spontanea mai scritta

Non ci interessa scomodare precedenti per trovare analogie fra il nuovo movimento antiglobalizzazione ed altri del passato. Non ci interessano analisi fatte per coniare nuove etichette. Il solo fatto vero è che la società civile del pianeta è sempre più espressione autonoma dalle strutture di governo e oggi non agisce più per singoli temi ma per temi complessivi, con l'obiettivo di proporre una alternativa di sviluppo.

Che le analisi storico-sociali si scrivano allora per sottolineare come sempre, e in qualunque epoca o regime, gli uomini giusti non hanno mai ammainato la bandiera del rispetto della vita, della dignità e delle diversità, per guardare avanti e camminare verso orizzonti che siano di tutti. A Porto Alegre, nel sud del Brasile, questo movimento ha iniziato a trasformare la contestazione in proposta: da "un altro mondo possibile" ad "un altro mondo in costruzione".

Ma ancora una volta i Cantori del G8 di Genova cantano fuori tono. Non sono più credibili agli occhi del mondo così detto "minore " che è paradossalmente la maggioranza.

La memoria storica, quel poco che di essa riaffiora, suggerisce qualche nome: Bokassa, Amin Dadà, D'Obisson, Videla e quanti altri a cui il grande mercato globalizzato delle armi non ha fatto mai mancare nulla.

Ebbene stavolta saremo noi a bombardarvi, a bombardarvi di note: vi attaccheremo da tutte le parti, vi assedieremo di musica, avremo ancora la pazienza di credere che possiate un giorno cantare più intonati. E sarà un'onda anomala di tutta la gente, ragazze e ragazzi, uomini della cultura e della strada e di tutti quelli che ancora non si sono fatti rapire dal "vuoto luminoso".

Invitiamo perciò, tutti quelli che possono e vogliono, a venire a Genova e a fare del G8 LA PIÙ GRANDE PARTITURA SPONTANEA MAI SCRITTA, dove saremo tutti musicisti, con qualsiasi strumento. Portatevi chitarre, tamburi, tasti bianchi e neri, corde, plettri, i flauti di plastica che vi hanno dato a scuola da bambini, il lettore portatile a spalla con la vostra musica e se non basta c'è la voce di ognuno di noi.

Facciamo diventare le strade di Genova un unico palcoscenico per un grande concerto. Gli uomini giusti producono musica, gli uomini avidi producono rumore: il rumore delle industrie che generano scorie avvelenate; il rumore delle mine antibambino, delle armi, delle macerie che crollano, delle sedie elettriche, delle motoseghe, delle macchine a petrolio, delle escavatrici; il rumore isterico dei numeri elettronici nelle borse di tutto il mondo. Noi porteremo la musica che abbiamo imparato ascoltando il nostro pianeta. Qualcuno spera che a Genova arrivi la violenza, ma la violenza è un altro rumore. Noi porteremo quello che gli uomini avidi temono e non capiscono.

Se lo ricordino: d'ora in poi ci sarà sempre una musica pronta a bombardarli in qualsiasi momento, in qualsiasi stagione, con una sola bandiera: il diritto di vivere.