L’Arci e le associazioni catanesi per la tutela dei diritti dei migranti lanciano l'allarme sulla gestione da parte delle forze dell’ordine dello sbarco di 128 stranieri avvenuto nella giornata di ieri a Catania. Rimangono ancora confuse le modalità del blocco in mare del peschereccio carico di migranti e del relativo uso della forza.
Intanto in queste ore si stanno consumando gravissime violazioni dei diritti di questi cittadini stranieri che vengono trattenuti in regime di detenzione presso un palasport della periferia di Catania (Palanitta).
L'Arci, in qualità di Ente di tutela riconosciuto dalla legge, ha richiesto sin da ieri la possibilità di accesso al Palanitta per i propri legali, al fine di informare i cittadini stranieri presenti dei loro diritti e della possibilità di richiedere la protezione internazionale.
L'accesso è stato negato dalla prefettura di Catania per “incompatibilità di tale attività informativa con le indagini condotte dalla polizia giudiziaria su incarico della Procura”. Ma questa mattina il Pm Agata Consoli, incaricata delle indagini, ha invece firmato il nulla osta all’accesso, negando che esistano ragioni legate alle indagini che lo impediscano. Nonostante il nulla osta, la Prefettura di Catania non ha consentito l’accesso e ha verbalmente motivato la decisione con un presunto “ripensamento” da parte della Procura. Fino a questo momento non è stato tuttavia esibito nessun atto formale che revochi la precedente autorizzazione.
Riteniamo quanto avvenuto di enorme gravità per le seguenti ragioni:
• non ci risulta la presenza all’interno del Palanitta né di indagati - già condotti altrove nella giornata di ieri - né di personale della polizia giudiziaria impegnato in indagini, né tantomeno i locali risultano sotto sequestro. Non esiste dunque nessun motivo per impedire alle associazioni e ai legali di entrare e di svolgere un’attività informativa;
• non esiste alcun atto formale che attesti un “ripensamento” sul nulla osta in precedenza concesso dalla Procura di Catania;
• il diniego di accesso prolungato e tuttora in corso ai legali della nostra associazione e ad altri rappresentanti di enti di tutela quali l’Acnur, Iom e Save the children ha impedito a tali enti di esercitare il proprio ruolo di informazione e assistenza dei migranti, dei richiedenti asilo e dei minori;
• non è stato possibile accertare se corrisponde al vero l’affermazione delle forze dell’ordine secondo cui tutti gli stranieri presenti all’interno della struttura abbiano dichiarato di essere cittadini egiziani; in ogni caso viene pregiudicato il loro diritto di presentare domanda di protezione internazionale. Non sappiamo infatti se siano stati informati o meno di tale facoltà e se qualcuno abbia richiesto di esercitare tale diritto;
• è stato impedito dalle forze dell’ordine di fornire anche informazioni a voce dall’esterno attraverso amplificazione;
Sottolineiamo inoltre che:
• i 46 minori presenti nella struttura, contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente, hanno pernottato insieme al gruppo degli adulti, in assenza di mediatori, assistenti sociali, educatori , e non sono stati trasferiti alle comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati dopo oltre 24 ore dallo sbarco;
• l’assistenza fornita all’interno del Palafitta, per quanto ci è dato sapere, è risultata sinora molto approssimativa (mancanza di calzature, vestiario, acqua per lavarsi ecc.);
• 10 stranieri tra ieri e oggi sono stati ricoverati in strutture ospedaliere della città e subito dimessi pur presentando condizioni di salute assai precarie.
Rilevato tutto ciò, ci sembra evidente che il disegno del ministero degli interni sia quello di procedere ad una rapida espulsione di massa senza offrire le garanzie previste in materia di protezione umanitaria, in violazione delle normative italiane e internazionali.
Da 24 ore è in corso un presidio di operatori di numerose associazioni catanesi per i diritti dei migranti dinanzi al Palanitta, al fine di sollecitare il rispetto dei diritti dei cittadini stranieri trattenuti all’interno della struttura.
Per informazioni in loco è possibile contattare i seguenti numeri telefonici: 3284142882 oppure 3483544606 (Saro Rossi)
catania@arci.it
Roma, 27 ottobre 2010