Nella prima giornata d'Estate, in moltissime città italiane, l'Arci organizza ormai da 8 anni la Festa della Musica: centinaia di concerti, dibattiti e iniziative per sottolineare con forza alcuni temi che ci stanno particolarmente a cuore.
La Festa della Musica dell'Arci è stata infatti in questi anni non solo l'occasione per far esibire davanti a un folto pubblico tante band giovanili, ma anche per portare musica e socialità nei cosiddetti luoghi "difficili", dai campi Rom alle carceri.
Quest'anno la Festa della Musica sarà dedicata ai temi della pace e dei diritti. Siamo convinti infatti che la guerra in Iraq non sia conclusa e che lo scenario futuro rischi di essere dominato da una drammatica fase di guerra permanente.
Pensiamo che la musica possa contribuire alla riflessione e a radicare una coscienza civile più consapevole. Perciò il 21 giugno saranno molte le band che si esibiranno con cover di canzoni per la pace in luoghi simbolicamente significativi come centri di detenzione per immigrati o piazze dedicate alla Resistenza.
Giunti all'ottava edizione, ci sembra che l'idea che sta alla base della Festa sia sempre valida: ancora oggi infatti quest'iniziativa è forse l'unica forma partecipata di espressione artistica, che offre la possibilità a tanti giovani e meno giovani di esibirsi e far conoscere la propria attività e le proprie produzioni in una situazione estremamente difficile per chi non è già sul mercato.
Collegato al tema della pace ovviamente c'è quello dei diritti. Nello specifico il diritto alla musica, che porta inevitabilmente a fare i conti con il problema della mancanza di spazi, dei costi di produzione, della Siae, dell'Iva, ecc.
La Festa della Musica 2003 dovrà essere l'inizio di una riflessione, anche interna al nostro corpo associativo, sull'applicazione delle regole fiscali e previdenziali (normative Enpals) alle categorie dei musicisti che, soprattutto per le band più giovani, rischiano di costituire un vero freno.
L'Arci continuerà a battersi per la libertà di espressione, promuovendo progetti condivisi con altre associazioni per facilitare la musica indipendente.
Quello che ci attende è un lavoro importante, anche per non deludere le aspettative di tanti artisti che ci chiedono un'iniziativa politica forte (in Italia non c'è una buona legge sulla musica) che sollevi e indichi soluzioni ad un problema tutto aperto: l'impossibilità di potersi esprimere liberamente nella musica.