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La destra è in declino, cambiare si può

Numero 10 del 16 Marzo 2010
Secondo Berlusconi l'Italia è immersa in un clima avvelenato. Una volta tanto avrebbe ragione, se non fosse per il fatto che è proprio lui il sabotatore che avvelena l'acqua dei pozzi. A pochi giorni dal voto, mai si era vista una campagna elettorale così surreale, che sfugge non solo al doveroso confronto dei programmi per le Regioni, ma perfino alle stesse regole della competizione. Viviamo una notte buia della democrazia, spettatori sgomenti del declino di una classe dirigente corrotta e impunita, palesemente incapace di occuparsi del bene comune perché troppo assorbita dagli affari suoi. La crisi galoppa e la narrazione berlusconiana del paese felice non incanta più nessuno, né i lavoratori scippati dell'articolo 18, né gli aquilani derubati della loro città, né i cittadini di buon senso sempre più nauseati da tanto disprezzo delle istituzioni. Per galleggiare, a questo governo non bastano più i trucchi e la manipolazione della realtà, ha bisogno di cancellare ogni voce di dissenso, di oscurare perfino le televisioni. è la reazione disperata e scomposta di un regime allo sfascio, che rischia di rovesciare sul Paese le proprie macerie. C'è da stare in guardia dai colpi di coda, possono essere velenosi. Sabato prossimo il despota tenterà l'ultima disperata mossa cercando il plebiscito popolare con l'adunata di piazza. Ma la piazza la troverà già parecchio affollata. A Roma, ci troverà il popolo dell'acqua che non si rassegna alla privatizzazione dei servizi pubblici e alla svendita dei beni comuni; a Milano ci sarà il popolo antimafia, per ribadire che la legalità è anzitutto pienezza dei diritti e partecipazione civile. I segnali di reazione non mancano. La manifestazione di piazza del Popolo ha confermato che è possibile unire le forze d'opposizione per sconfiggere questa destra e costruire un'alternativa. Che tutti i partiti dimostrino di volerci riprovare è cosa buona e giusta, ma ora la sinistra deve anzitutto ritrovare il legame col suo popolo e provare a camminarci insieme, se vuole davvero scrivere un racconto nuovo, quello di un'Italia più giusta e civile.

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