Lo Stato di diritto fatto a pezzi
Numero 4 del 02 Febbraio 2010
Non è stato un gesto inutile né fazioso quello dei magistrati che hanno abbandonato l'inaugurazione dell'anno giudiziario in segno di protesta verso il governo mostrando la Costituzione. Non è stato velleitario il gesto di migliaia di cittadini che l'hanno distribuita e letta sabato scorso nelle piazze di tante città. è bene prendere atto che la nostra democrazia è minacciata dal tentativo di stravolgere principi e vincoli sanciti dalla carta costituzionale. Ogni giorno, nuovi e chiari segnali svelano un disegno che mira a stravolgere il regime parlamentare sperimentando un modello di democrazia autoritaria in cui le assemblee elettive diventano docili serbatoi di consenso, gli organi di controllo si svuotano di poteri reali e l'esecutivo assume un'autonomia di decisione senza precedenti.
Una svolta pesante, che non passa solo dalle leggi ad personam e dagli attacchi alla magistratura, ma anche dalla scelta di esternalizzare, in nome del decisionismo e dell'efficienza, interi comparti dell'amministrazione pubblica affidandone la gestione a società di diritto privato svincolate dal controllo parlamentare e dalle regole della contabilità dello Stato.
è il caso della nuova Spa creata con un colpo di mano in finanziaria e destinata a gestire gran parte del bilancio della Difesa. Stessa sorte toccherà alla Protezione civile, con società di gestione per tutte le emergenze: una scelta in qualche modo anticipata dalla figura anomala di un viceministro plenipotenziario con mandato di intervenire su tutto, dai rifiuti campani al terremoto abruzzese, manovrando somme enormi al di fuori di ogni controllo. A ben vedere, è la stessa filosofia che ispira il tentativo di espropriare le Regioni di competenze sulle politiche energetiche aggirando così le prevedibili opposizioni alla dissennata scelta nuclearista.
Piena autonomia di scelta al governo su temi decisivi per la vita di territori e cittadini. E soldi, tanti soldi pubblici gestiti fuori da ogni controllo democratico. Anche così si smonta lo Stato di diritto e si piega la Costituzione alla commistione fra affari e politica.