Arci rilancia FestA! 2026: c’è una scena oltre le piattaforme e i grandi eventi inaccessibili

ROMA, 19 GIUGNO 2026 – Anche quest’anno Arci rilancia FestA!, la comunità del Manifesto dei festival che nel 2025 ha messo insieme circa 170 tra festival e arene cinematografiche in tutta Italia. Un network di realtà che si interroga prima di tutto sul costo di accesso agli eventi culturali, aumentato in maniera impressionante negli ultimi anni. Il 65% dei festival di FestA! sono ad accesso gratuito – secondo i dati raccolti nel 2025 – e la percentuale restante ha costi di accesso molto bassi.

La cultura è il terreno di speculazione dei grandi eventi, delle multinazionali dell’intrattenimento, delle piattaforme di distribuzione dei contenuti (musicali o audiovisivi). Il Manifesto dei festival nasce come risposta politico culturale alla tendenza sempre più evidente, della politica e della comunicazione, a rappresentare i festival come grandi eventi di consumo, sempre più esclusivi e omologati.

FestA! racconta una scena che esiste, che si interroga sul ruolo dei festival oggi, come luoghi di cura e trasformazione, di pensiero critico e di rischio culturale, nel tempo in cui le politiche nazionali mettono in discussione il ruolo pubblico del sostegno alla cultura.

Una scena eterogenea, divergente e vivace, che anima e animerà il nostro paese lungo tutta l’estate, che prova ad interrogarsi sul ruolo della cultura come linguaggio di aggregazione ed emancipazione, di condivisione e non di mero consumo.

Il definanziamento strutturale delle politiche culturali, l’assenza di una prospettiva chiara sull’approvazione di interventi normativi essenziali per il settore, come il Codice dello Spettacolo dal Vivo, oltre alla necessità di introdurre semplificazioni e sgravi per i festival culturali, definiscono un ambito complesso e diseguale per chi oggi promuove un festival, spesso ricorrendo al solo autofinanziamento.

Per questo come Arci ci domandiamo perché l’intervento pubblico, troppo spesso, si concentri a favore dei grandi eventi che consumano i territori, adottano politiche di prezzi spesso inaccessibili e sono per la maggior parte promossi da agenzie e gruppi che appartengono a poche holding internazionali che detengono attualmente l’intero mercato musicale e che, come nel caso dell’Arena Santa Giulia di Milano acquistata da TicketOne anche con contributi pubblici, beneficiano di supporti istituzionali per estrarre valore e massimizzare i profitti di pochi.

La comunità di FestA! racconta una scena che valorizza gli artisti emergenti, attiva volontariato consapevole e partecipazione culturale, anche nelle periferie e nei paesi delle aree interne, non calando interventi dall’alto, ma costruendo percorsi di coprogettazione territoriale, per provare a dare delle risposte ai bisogni culturali.

Tutte le info sul manifesto e la comunità di FestA! su dirittoallafesta.it

FestA! è sostenuto da Molecola, Produzionidalbasso e AmicoBicchiere e realizzato in collaborazione con UCCA, cheFare, TrovaFestival, ateatro, Riabitare l’Italia, A Sud, Cultura Sostenibile.