DDL CACCIA. MASSA (ARCI): «UN ATTACCO ALLA BIODIVERSITÀ E UN ALTRO SEGNALE DI UNA DEMOCRAZIA CHE SI VUOLE PIÙ DEBOLE»

ROMA, 01 LUGLIO 2026 – “Il disegno di legge sulla caccia rappresenta un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità. Non lo diciamo noi, ma il mondo scientifico nazionale ed europeo”. Queste le parole di Walter Massa, Presidente nazionale Arci, sul ddl approvato al Senato e ora all’esame della Camera.

“È un provvedimento – prosegue Massa – che va in direzione opposta rispetto alle indicazioni della comunità scientifica, agli orientamenti europei e a una sensibilità ambientale sempre più diffusa nel Paese, soprattutto tra le giovani generazioni. Lo abbiamo visto in queste settimane, con la mobilitazione contro questo provvedimento di migliaia di cittadine e cittadini, associazioni e moltissimi giovani, ragazze e ragazzi. È una domanda di partecipazione che merita di essere ascoltata, non aggirata accelerando i tempi parlamentari e comprimendo il confronto”.

“Questa legge – aggiunge Massa – rischia di indebolire anche il ruolo storico che una parte significativa del mondo venatorio ha svolto nella conoscenza del territorio, nella gestione faunistica e nella tutela degli equilibri ambientali. Non valorizza quella tradizione di responsabilità: la mette in discussione, alimentando nuove quanto inutili contrapposizioni”.

“Interveniamo – sottolinea Massa – perché la questione non riguarda soltanto la caccia. Riguarda l’idea di democrazia che questo Governo sembra avere. Non è la prima volta che il Parlamento viene trattato come un luogo da attraversare in fretta, anziché come lo spazio nel quale il confronto, l’ascolto e la partecipazione migliorano la qualità delle decisioni. Mentre il Paese affronta un’altra estate segnata dalla crisi climatica, dagli eventi estremi e da un’emergenza sociale che continua a produrre disuguaglianze e morti sul lavoro, le priorità del Governo sembrano essere altre: ridurre il confronto democratico e indebolire le tutele ambientali”.

“L’Arci – conclude Massa – chiede il ritiro del provvedimento e l’apertura di un confronto vero con il mondo scientifico, le associazioni, i territori e tutte le realtà interessate. La tutela della biodiversità è un interesse generale, non una bandiera di parte. Difendere la natura significa prendersi cura del futuro. E una democrazia che rinuncia all’ascolto della società è sempre una democrazia più fragile”.