Arci rilancia l’impegno a fianco del popolo saharawi

Al via il censimento delle esperienze territoriali

Arci rilancia il proprio impegno a fianco del popolo saharawi e avvia una ricognizione nazionale delle esperienze, delle relazioni e dei progetti costruiti negli anni dai comitati, dai circoli e dalle associazioni affiliate.

L’obiettivo è fare emergere un patrimonio diffuso di solidarietà, spesso nato dal lavoro quotidiano dei territori: percorsi di accoglienza, iniziative pubbliche, progetti di cooperazione, attività culturali e campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a mantenere viva l’attenzione sulla causa saharawi e sul diritto all’autodeterminazione di un popolo che da oltre cinquant’anni vive una condizione di esilio e occupazione.

“Sentiamo la responsabilità di tenere viva, per quello che possiamo, l’attenzione politica, culturale e solidale sulla causa saharawi – sottolinea la vicepresidente nazionale Arci Raffaella Bolini -. Vogliamo valorizzare il lavoro fatto in questi anni, rafforzare il coordinamento tra le esperienze territoriali e rimettere questa battaglia dentro il nostro impegno più generale per la pace, i diritti umani, la legalità internazionale e la solidarietà tra i popoli”.

La situazione del Sahara Occidentale resta oggi segnata dalla ripresa del conflitto, dalle gravi violazioni dei diritti umani nei territori occupati e dal progressivo peggioramento delle condizioni di vita nei campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria.

Arci ha una lunga storia di solidarietà con il popolo saharawi, costruita insieme a tante associazioni, enti locali e reti della società civile. Un percorso che ha avuto un ruolo importante anche all’interno dell’Associazione nazionale di solidarietà con il popolo saharawi e che ha visto tra i suoi protagonisti Tom Benetollo, il cui contributo politico e culturale continua a rappresentare un riferimento per l’associazione.

Il nuovo incarico di Valentina Roversi alla presidenza della Rete Saharawi rappresenta un’occasione per consolidare questo percorso e rafforzare il ruolo delle reti italiane ed europee impegnate sui temi della pace, dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli.

In queste settimane torna inoltre una delle esperienze più significative della solidarietà italiana: dal 4 luglio al 21 agosto saranno in Italia 120 bambine e bambini saharawi provenienti dai campi profughi di Tindouf nell’ambito del progetto Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi, giunto alla sua 44ª edizione.

Nato nel 1982, il progetto ha permesso a oltre 15.000 bambine e bambini di trascorrere un periodo in Italia grazie all’impegno di associazioni, enti locali, famiglie e migliaia di volontarie e volontari. L’accoglienza offre ai minori un’opportunità di tutela della salute attraverso controlli medico-sanitari, attività educative e momenti di socialità, ma rappresenta soprattutto un’esperienza di incontro tra comunità e un modo concreto per dare visibilità alla storia e alle aspirazioni del popolo saharawi.

L’edizione 2026 coinvolge sette regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania) attraverso una rete coordinata dalla Rete Saharawi insieme alle associazioni territoriali, alla Rappresentanza in Italia del Fronte Polisario e alle istituzioni coinvolte.

Arci invita quindi comitati, circoli e realtà affiliate a segnalare attività, progetti, collaborazioni e iniziative legate al popolo saharawi, anche realizzate insieme ad altri soggetti del territorio.

Raccogliere queste esperienze sarà il primo passo per costruire una mappa aggiornata dell’impegno dell’associazione, rafforzare le connessioni tra territori e contribuire a una nuova stagione di mobilitazione e solidarietà.

Per segnalazioni e informazioni:
Valentina Roversiroversi@arci.it