Presentati i dati del Barometro Ipsos/Secours Populaire 2026: in Europa aumenta il timore di un declino sociale.

In Europa la precarietà non è più un’eccezione, ma una minaccia percepita quotidianamente da una fetta sempre più ampia della popolazione, con numeri particolarmente allarmanti per il nostro Paese.

È questo ciò che emerge dalla XX edizione del Barometro Ipsos/Secours Populaire Français sulla percezione della povertà e della precarietà a livello europeo, presentata questa mattina a Bruxelles durante una conferenza stampa promossa da Secours Populaire Français insieme ai suoi partner europei, tra cui Arci per l’Italia.

L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 10.000 cittadini europei di età superiore ai 18 anni in nove paesi (Francia, Grecia, Italia, Moldavia, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito e Serbia), analizza come la povertà viene percepita e vissuta quotidianamente, riservando quest’anno un focus particolare al tema della povertà energetica.

Secondo i dati del Barometro 2026, il 29% degli europei dichiara di vivere in condizioni di precarietà (con picchi che toccano il 44% in Grecia e il 55% in Moldavia). Parallelamente cresce la paura dell’impoverimento: il 43% degli europei teme di scivolare nella povertà. Aver un’occupazione non costituisce più una garanzia sufficiente di stabilità economico-sociale. Oltre un terzo dei lavoratori europei (34%) dichiara infatti che lo stipendio non consente di coprire le spese mensili. Una condizione che si traduce in rinunce e sacrifici quotidiani:

  • Un europeo su tre è costretto a tagliare altre spese essenziali per riuscire a saldare le bollette di luce e gas.
  • Il 27% dei genitori si è trovato nell’impossibilità di soddisfare alcuni bisogni fondamentali dei propri figli.
  •  Il 10% della popolazione salta i pasti per mancanza di risorse economiche, mentre il 67% ha dovuto rinunciare a viaggi in famiglia o ad attività ricreative e culturali.

Se già il quadro continentale appare preoccupante, per l’Italia si configura una vera e propria emergenza.

A dare un’idea della nostra situazione è stato Carlo Testini, della Presidenza Nazionale Arci, intervenuto durante la presentazione a Bruxelles: “Purtroppo gli italiani confermano questi dati poiché il 73%, dato più alto della media europea, ritiene il suo reddito insufficiente per far fronte ai costi aumentati in tutti gli ambiti e l’83% si ritiene in una situazione precaria e fa attenzione alle proprie spese. Altro dato preoccupante è il sentimento di solitudine che riguarda 6 italiani su 10. Un dato che dovrebbe far riflettere sulle scarse misure di welfare previste nei prossimi anni e il poco sostegno al Terzo Settore associativo che, da sempre, contrasta le solitudini attraverso progetti, spazi sociali, attività inclusive di anziani e persone ai margini”.