Assemblea pubblica a Roma il 6 febbraio 2026
La situazione delle carceri italiane è sempre più drammatica e interroga l’intera società. Sovraffollamento, condizioni di detenzione disumane, isolamento degli istituti penitenziari dal territorio e crescente difficoltà nel garantire i diritti fondamentali delle persone detenute sono ormai fatti ampiamente documentati.
Al 31 dicembre 2025, nelle carceri italiane erano recluse 66.250 persone a fronte di 51.250 posti effettivamente disponibili. Nel corso del 2025 si sono registrati 80 suicidi tra le persone detenute e già uno nei primi giorni del 2026, oltre a quelli di due agenti di polizia penitenziaria e due operatori sociali. Numeri che raccontano una condizione di profonda “invivibilità”, segnata dall’assenza di dignità umana per le persone recluse e da livelli altissimi di stress, frustrazione e burnout per chi lavora quotidianamente negli istituti penitenziari.
Nel 2024 i Tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 5.800 istanze per condizioni di detenzione disumane e degradanti, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani. Le persone detenute trascorrono gran parte della giornata in celle spesso inabitabili, mentre la comunità esterna è sempre meno messa nelle condizioni di entrare in relazione con il carcere e contribuire a percorsi di cura, lavoro e reinserimento.
Questo quadro si inserisce in un contesto politico e normativo segnato da leggi sempre più criminogene e da un progressivo restringimento degli spazi di dissenso e partecipazione democratica. Dopo la conversione in legge del decreto sicurezza nel giugno 2025 – nonostante evidenti profili di incostituzionalità su cui dovrà esprimersi la Corte costituzionale – si prospettano nuovi interventi governativi che rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione.
Nel corso dell’Anno giubilare, prima papa Francesco e poi papa Leone XIV hanno pronunciato parole nette sulla condizione delle carceri, richiamando con forza il tema della clemenza. Sulla scorta di questi appelli, in occasione del Giubileo dei detenuti del 14 dicembre scorso, è stato promosso un appello della società civile al Parlamento per l’approvazione di un provvedimento di clemenza (amnistia e/o indulto) in grado di ridurre immediatamente il numero delle persone recluse. A quelle parole, tuttavia, non sono seguite decisioni politiche concrete. Il tema della clemenza continua a essere rimosso dal dibattito pubblico.
Per queste ragioni, a poche settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti e dopo un ennesimo anno nero per il sistema penitenziario, riteniamo necessario rilanciare una riflessione pubblica e collettiva sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che questa situazione chiama in causa.
L’assemblea del 6 febbraio
Giovedì 6 febbraio 2026, dalle ore 10.30 alle 15.00, si terrà a Roma un’assemblea pubblica aperta a tutte e tutti, presso l’Università Roma Tre – Polo didattico di Scienze della formazione, Aula 9 (via Principe Amedeo 182b).
L’assemblea sarà uno spazio di confronto tra soggetti diversi – volontariato, realtà del terzo settore, operatori e operatrici, garanti per i diritti delle persone detenute, cittadine e cittadini, istituzioni – per condividere analisi, esperienze e proposte e costruire iniziative comuni capaci di incidere realmente sulle politiche penitenziarie.
Gli strumenti per intervenire esistono. È necessario discuterli e renderli praticabili, a partire dalla richiesta esplicita di provvedimenti di clemenza in grado di affrontare il sovraffollamento, causa strutturale di condizioni inumane e degradanti.
La partecipazione è aperta a chiunque ritenga importante contribuire a un cambiamento reale, nel rispetto della dignità delle persone detenute, dei loro diritti – a partire dal diritto alla salute, al lavoro e all’affettività – e dei principi costituzionali.
Per sottoscrivere l’appello “Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” e segnalare la propria partecipazione all’assemblea è possibile compilare il modulo disponibile a questo link:
https://forms.gle/6GATc3XzTFm36BUKA
Promotori
A Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia (CNVG), Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA), Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano (MOVI), Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti.