Sono gli ultimi giorni di una campagna referendaria che è diventata sempre più rovente spostandosi dal contenuto vero e proprio della legge Meloni-Nordio che riguarda la Magistratura (e non la Giustizia!) ad un confronto politico tra idee di mondo profondamente diverse.
Sono anche le settimane dell’assurda guerra di Trump e Israele all’Iran che si somma al genocidio a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania, alla guerra infinita in Ucraina e alla torsione autoritaria degli Stati Uniti d’America che utilizzano l’ICE, la polizia privata di Trump, per terrorizzare milioni di persone.
Noi pensiamo che tutto ciò sia drammaticamente collegato. Di fronte ad un mondo dove gli equilibri di potere, soprattutto sul piano economico, stanno cambiando velocemente, con la perdita delle rendite di posizione di USA e capitalismo atlantico, e ad uno sfruttamento delle risorse energetiche arrivato al suo limite da parte del turbo-capitalismo, la risposta è guerra, oppressione, autoritarismo.
Il referendum confermativo sulla modifica di ben sette articoli della Costituzione repubblicana che riguardano il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura nel nostro Paese, ci dice che il governo di destra di Meloni vuole aggiungere un tassello fondamentale verso un modello di Stato dove le opposizioni, sociali e politiche, potrebbero perdere definitivamente la voce.
Senza entrare nel merito delle singole modifiche, va detto che esse dividono in tre l’organo di controllo della magistratura, il CSM, e lo depotenziando. L’obiettivo è orientare direttamente i pubblici ministeri secondo le indicazioni del Governo di turno. Per questo, pensiamo che votare NO a questo referendum sia fondamentale per tentare di arginare ciò che è già in vigore: una serie di decreti sicurezza emanati in questi tre anni dal Governo che hanno già segnato la vita democratica del nostro Paese colpendo chi si oppone al disastro climatico, chi lotta contro le ingiustizie, chi ha a cuore i diritti fondamentali delle persone.
Il tentativo del Governo Meloni di avere mano libera su ogni riforma che attacca i diritti fondamentali delle persone e che limita fortemente l’indipendenza dei magistrati, è esattamente ciò che esiste già nei Paesi dei quali la Presidente del Consiglio è un’ammiratrice e alleata: USA, Ungheria, Israele, ecc.
Per questo andremo a votare NO al referendum sulla Magistratura. Perché se alziamo lo sguardo e ci liberiamo dalla cortina fumogena sulla “separazione delle carriere”, appare evidente il disegno di destra che fa parte di quello più ampio dei Re (i Kings), tecnocrati, miliardari, guerrafondai, che vuole il mondo governato dalla forza dei potenti e dalle guerre. Alla faccia dei diritti umani e sociali del restante 99% della popolazione mondiale.
Quindi il 22 e 23 marzo vi esortiamo ad andare a votare, votare NO e scendere in piazza con noi il 28 marzo con i “No Kings”, contro i Re e le loro guerre.