ROMA, 19 MARZO 2026 – “L’Arci ha scelto da subito, con chiarezza, di votare NO al referendum sulla giustizia per difendere la democrazia da una riforma costituzionale sbagliata e ambigua”. Così Walter Massa, presidente nazionale Arci, sul voto del 22 e 23 marzo.
“La democrazia – aggiunge Massa – è una pratica viva. E quando qualcuno, per di più da una posizione di potere, prova a cambiarne le regole senza dirlo fino in fondo, allora diventa una responsabilità collettiva difenderla. Questa riforma è stata raccontata come un intervento tecnico, addirittura una modernizzazione, ma non è nulla di tutto ciò. Lo abbiamo capito ancora meglio dopo l’intervento della Cassazione sul quesito referendario che ha semplicemente fatto emergere la verità: non siamo davanti a un dettaglio, ma ad una modifica profonda e sostanziale di 6 articoli della Costituzione. E abbiamo capito di aver subito un tentativo di truffa come cittadine e cittadini”.
“Siamo dentro un tempo preciso – prosegue ancora Massa – in cui, in Italia e nel mondo, si stanno restringendo gli spazi democratici, in cui cresce l’idea che la partecipazione sia un ostacolo, che il dissenso sia un problema, che i corpi intermedi siano un fastidio. Siamo in tempo di guerra, in cui si governa sempre più dall’alto e sempre meno insieme alle persone. E questa riforma sta esattamente dentro questo disegno. Non è un incidente. È una scelta”.
“Per questo – sottolinea Massa – il voto che abbiamo davanti è per l’Arci una linea di confine tra un’idea di democrazia fondata sull’equilibrio, sulla partecipazione, sulla pluralità, e un’idea più fragile, più concentrata, più esposta all’arbitrio del capo o del re. La differenza la fa da che parte scegliamo di stare. Noi abbiamo scelto perché questa non è solo una battaglia contro una riforma costituzionale sbagliata e ambigua, ma è una battaglia per la democrazia, ben sapendo che le democrazie non muoiono all’improvviso. Si svuotano lentamente, un passo alla volta, una norma alla volta, un silenzio alla volta”.
“Vogliamo fermare tutto questo – conclude Massa – con il voto e la partecipazione. Vogliamo andare a votare, far votare e non lasciare che siano altri a decidere per noi. E non bisogna spaventarsi perché la democrazia è conflitto, come ci ha insegnato Pietro Ingrao. Il conflitto democratico non si cancella, non si semplifica, non si riduce al silenzio. Si pratica, si difende, si allarga. Per questo voteremo NO al referendum, per difendere la Costituzione, l’equilibrio dei poteri e la dignità della nostra democrazia”.