Una piattaforma di proposte concrete per rimuovere gli ostacoli che limitano la vita delle giovani generazioni e restituire loro potere nei luoghi decisionali. È questo il senso di “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”, il documento presentato oggi da 22 realtà associative, tra cui Arci, al termine di un percorso collettivo durato oltre nove mesi.
L’obiettivo è chiaro: parlare alle giovani e ai giovani, anche a chi oggi è lontano dalla partecipazione, offrendo strumenti, visioni e proposte capaci di riattivare il desiderio di impegno e di azione collettiva.
Un processo condiviso, non un manifesto
“Ci siamo!” non è un appello né un programma chiuso, ma una piattaforma aperta di lavoro. Le nove proposte che la compongono riguardano ambiti centrali della vita: scuola, università, cittadinanza, lavoro, casa, cura, spazi pubblici e condizioni di partenza. Tutte sono attraversate da una strategia comune: rimuovere gli ostacoli che impediscono alle nuove generazioni di costruire percorsi di vita autonomi e di esprimere il proprio potenziale trasformativo.
Nei prossimi mesi, le associazioni promotrici porteranno queste proposte nei territori, organizzando incontri e momenti di confronto per verificarne l’efficacia e la capacità di parlare davvero a chi oggi è più distante e sfiduciato.
Una questione che riguarda la democrazia
Alla base del percorso c’è una diagnosi netta: le difficoltà che incontrano le giovani generazioni non riguardano solo le traiettorie individuali, ma la qualità della democrazia. Lo dimostra, tra gli altri dati, la crescente astensione al voto nella fascia 18-30 anni, passata da circa il 13% tra il 1994 e il 2006 a circa il 40% nel 2022.
Nonostante l’attivazione diffusa di comunità giovanili, sia fisiche sia digitali, il loro impatto resta limitato. Il contributo collettivo delle nuove generazioni è oggi ostacolato proprio nel momento in cui sarebbe più necessario.
Ostacoli strutturali e disuguaglianze
Il documento individua un contesto segnato da fattori profondi: precarietà economica, sfiducia nelle istituzioni, chiusura dei corpi intermedi, crescita di misure securitarie che comprimono il dissenso.
Tre i nodi principali:
- Autonomia materiale in stallo: salari bassi, lavoro precario, affitti insostenibili, peso determinante del contesto familiare di origine.
- Voce non riconosciuta: mancanza di cittadinanza per milioni di giovani, scarsa apertura delle organizzazioni, limitate possibilità di incidere nei processi decisionali.
- Sistema formativo e relazionale eroso: scuola sottofinanziata, università costosa, fragilità psicologiche non affrontate, riduzione degli spazi pubblici di incontro.
Nove proposte per cambiare rotta
Da questa analisi nascono nove proposte operative:
- rafforzare i patti educativi per dare voce a studenti e studentesse;
- riformare la cittadinanza per riconoscere pienamente chi nasce o cresce in Italia;
- introdurre un’eredità universale per garantire pari condizioni di partenza;
- rendere l’università accessibile e partecipata;
- creare Case di Futuro come spazi pubblici di incontro e attivazione;
- garantire lavoro dignitoso con salario minimo e tutele reali;
- rendere la pubblica amministrazione un ambito attrattivo per le giovani generazioni;
- costruire un welfare territoriale basato su servizi di cura accessibili;
- assicurare diritto alla casa con affitti sostenibili e studentati pubblici.
Un’alleanza ampia
La piattaforma è sottoscritta da una rete ampia e articolata di organizzazioni, tra cui ACLI, ActionAid, ADI, Arci, Cittadinanzattiva, Legambiente, Forum Disuguaglianze e Diversità e molte altre realtà associative e civiche.
Un’alleanza che prova a rimettere al centro il protagonismo delle nuove generazioni, non come destinatari di politiche, ma come soggetti attivi di cambiamento.
Il percorso è appena iniziato. La sfida ora è trasformare queste proposte in pratiche diffuse, capaci di incidere nei territori e di riaprire spazi di partecipazione reale. Perché senza il contributo delle nuove generazioni, non è solo il loro futuro a essere in gioco, ma quello della democrazia nel suo insieme.