Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

A Capanne un immobile confiscato alla mafia diventa centro antiviolenza

Intervista a Elisa Forfori, presidente dell’associazione Frida

Il 13 novembre 2017 è stato ufficialmente consegnato al circolo Arci Frida il bene confiscato alla mafia a Capanne; l’associazione, da sempre attiva per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne, renderà il bene un centro antiviolenza. Di seguito, un’intervista alla presidente di Frida Elisa Forfori.

 

Qual è la storia del bene confiscato?

L’immobile confiscato alla mafia si trova in via Trento 9 a Montopoli in Val d’Arno, nella frazione di Capanne. L’indirizzo è tristemente noto perché lì viveva il boss Vincenzo Aiello con la propria famiglia. Aiello è attualmente in carcere a Parma perché luogotenente di Nitto Santapaola, uno dei boss mafiosi più pericolosi in Sicilia. Il bene immobile venne confiscato il 2 dicembre 2015 e da allora è partito il lavoro del Comune di Montopoli per affidare l’ex appartamento a Frida. Il 13 novembre 2017 è stato firmato il contratto di comodato gratuito, che avrà durata fino al 31 dicembre 2020. L’obiettivo dell’associazione è di essere operativi nel 2018, dato che a marzo si festeggerà il decennale dell’associazione.

 

Quali progetti l’associazione Frida svilupperà nel bene confiscato?

L’immobile diventerà un centro antiviolenza residenziale dove una parte sarà dedicata all’accoglienza di tutte le donne che vogliono intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza e una parte all’ospitalità di coloro che – stante la situazione di pericolo – sono costrette ad abbandonare la propria casa.

Frida nasce nel 2008 a San Miniato, dove ha aperto il primo sportello antiviolenza, e agisce per la prevenzione ed il contrasto della violenza contro le donne.

Nel 2012 ha attivato altri 4 sportelli antiviolenza nei diversi comuni del Valdarno Inferiore e nel Comune di Fucecchio e, nei primi dieci mesi del 2017, ha assistito ben 150 donne in questa area. L’associazione, attraverso il centro antiviolenza e gli sportelli, sostiene le donne nei loro percorsi di uscita dalla violenza, offrendo diversi servizi, tra cui accoglienza telefonica 24 ore 24, supporto, consulenza e assistenza legale in ambito civile, penale e minorile, gruppi di auto mutuo aiuto, ospitalità.

Attualmente l’immobile è vuoto, poiché i beni all’interno sono stati portati via dagli Aiello. Infatti ne approfitto per rivolgere un appello ai montopolesi e non solo: se qualcuno ha dei beni mobili da donare, può rivolgersi a noi.

 

Quali prossime iniziative avete in programma?

Il 24 novembre presso la scuola d’infanzia Albero Azzurro a Santa Croce sull’Arno si terrà Sapori della legalità, una cena per festeggiare e sostenere la trasformazione del bene confiscato alla mafia che diventa un bene comune per la cittadinanza. La cena è promossa da Libera e dal Comune di Santa Croce sull’Arno.

Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, saremo in piazza a Roma per lottare contro la violenza di genere e per promuovere un piano femminista di contrasto alla violenza maschile contro le donne.