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‘Amministratori sotto tiro’ il VII Rapporto di Avviso Pubblico

Aumentano le aggressioni e le minacce che non hanno un’impronta criminale, ma sono perpetrate da semplici cittadini che sfogano il proprio malcontento verso la politica

 

IMG_20160624_120616.jpgOrganizzazioni criminali che mirano ad orientare, attraverso minacce e intimidazioni, le scelte della Pubblica Amministrazione.

Amministratrici che ricevono ‘l’augurio’ di essere stuprate, perché hanno firmato un Protocollo per l’accoglienza agli immigrati. Sindaci nel mirino di frange estremiste, che inneggiano ad un passato carico d’odio.

È un pezzo di mondo degli  Amministratori sotto tiro che Avviso Pubblico fotografa dal 2011, nell’omonimo Rapporto giunto quest’anno alla settima edizione, che sarà presentato venerdì 20 aprile a Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Per Sindaci, assessori, consiglieri, dirigenti e dipendenti della Pubblica Amministrazione il 2017 è stato un anno orribile, che ha fatto registrare un nuovo record negativo del numero di intimidazioni.

Una piaga nazionale, che coinvolge centinaia di Comuni del nostro Paese e non risparmia nessuna regione, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Un fenomeno in espansione, complesso, che assume varie forme in relazione al tessuto sociale, economico e culturale dei territori coinvolti. Alle bombe, agli incendi, ai colpi d’arma da fuoco, all’invio di lettere minatorie e di proiettili, si aggiunge un nuovo mezzo di intimidazione: i social network. Considerati da tanti, troppi, una zona franca in cui vige una sorta di impunità, dove si può dire qualunque cosa, minacciare ogni genere di azione.

Ma le intimidazioni nei confronti degli amministratori locali non sono virtuali. La loro concretezza è testimoniata dall’assegnazione di scorte, dalle ferite provocate da aggressioni e percosse, dalla scelta estrema di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico. Quando questo accade, quando un amministratore locale getta la spugna, o peggio ancora, si piega alle richieste criminali che hanno innescato la minaccia, ad uscire sconfitto non è il singolo, ma un’intera comunità. A pagarne le conseguenze è la democrazia.

Negli ultimi anni è emerso un altro aspetto del fenomeno, altrettanto preoccupante, che abbraccia l’aspetto culturale e la percezione della realtà nel nostro Paese. Stanno aumentando in maniera esponenziale le aggressioni e le minacce che non hanno un’impronta criminale, ma sono perpetrate da semplici cittadini che sfogano il proprio malcontento verso la politica, sempre più percepita nel suo insieme come inconcludente se non corrotta, nei confronti dell’obiettivo fisicamente più raggiungibile: gli amministratori locali.

Nel redigere il suo Rapporto nel corso degli anni, Avviso Pubblico non ha mai taciuto l’esistenza di persone disoneste tra gli amministratori locali e i dipendenti pubblici.

Ma a volte l’incapacità di distinguere tra una minoranza di mele marce e un’ampia maggioranza di persone capaci e pulite, che si mettono in gioco non per tornaconto personale ma per il bene della propria comunità, finisce per inquinare i pozzi della percezione collettiva. In questo modo si oscurano centinaia di esempi positivi che, da Nord a Sud, in situazioni e contesti molto diversi, affrontando difficoltà talvolta enormi, gli amministratori locali offrono a chi vuole osservare senza preconcetti la realtà dei fatti.