Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Arci, Forum e altre associazioni in audizione al Senato sulla riforma del Terzo settore

Guarda l'intervento completo della presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci

Insieme al Forum del Terzo Settore e ai rappresentanti di altre organizzazioni di promozione sociale e del volontariato, l’11 luglio siamo stati auditi presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica  in merito allo schema di decreto correttivo del Codice del Terzo settore (D.Lgs 117/17), previsto dalla legge di riforma 106 del 2016.

Abbiamo ribadito, assieme al Forum, l’urgenza di adottare atti fondamentali della riforma del Terzo Settore: oltre ai correttivi e alle integrazioni al Codice stesso, la cui scadenza è il 2 agosto: i tempi sono strettissimi, e l’incertezza su alcune norme attuative sta diventando sempre più forte. Vale, tra l’altro, anche per il decreto correttivo sull’impresa sociale, di cui si attende entro il 19 luglio l’approvazione in Consiglio dei Ministri.

Anche se le norme contenute nel decreto sono già frutto di un lavoro svolto con il Governo precedente per ‘correggere’, appunto, il primo testo e sono state frutto di riunioni e confronto, tuttavia abbiamo proposto alcune correzioni ulteriori.

Prima tra tutte il limite previsto al numero di dipendenti nelle Associazioni di promozione sociale (Aps): imporre che il numero dei lavoratori impiegati non possa superare il 5% dei soci sfavorirebbe numerose associazioni. Per questo abbiamo proposto la soglia, più accessibile, del 20%.

Inoltre, come sappiamo, la nostra realtà è organizzata a livello nazionale in maniera reticolare, con associazioni che operano su diversi livelli territoriali e, in maniera diffusa, attraverso una rete locale di soggetti associativi, presso i quali prende avvio il modello di  democrazia rappresentativa delegata che caratterizza la  nostra governance.

La rete associativa verrebbe valorizzata in modo importante se si potessero  computare come volontarie e volontari  anche le socie e i soci della medesima associazione nazionale, non necessariamente iscritti presso la base associativa in cui prestano attività di volontariato.

Infine, abbiamo sottolineato e proposto modifiche ulteriori che riguardano il regime fiscale e le esenzioni delle APS.

 

 

Di seguito l’intervento della presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci