Assemblea Comitato Rodotà a Roma: i beni comuni in Italia

L’Italia presenta uno dei patrimoni naturali ed artistici più ricchi al mondo per diversità e ricchezza. Ma dal 1990 ad oggi, sono stati venduti a privati una fetta di patrimonio che ammonta a 900 miliardi di euro: boschi, colline, interi borghi e palazzi storici, riserve idriche, infrastrutture e collezioni artistiche, sono tutti stati oggetto di acquisizioni private. Da sempre, anche il patrimonio che rimane pubblico è spesso trascurato e gestito non nell’interesse di chi in futuro dovrà e vorrà farne uso, ma nell’interesse economico di chi lo gestisce e quindi, spesso, al risparmio. I beni comuni sono quei beni che per la loro natura ecologica culturale o sociale appartengono a tutti. E di questo si discuterà domenica 10 novembre, dalle ore 9.30 alle 17 nell’Aula magna della Facoltà Valdese di via Pietro Cossa 11 a Roma, durante l’Assemblea generale del Comitato Rodotà dal titolo I beni comuni in Italia. Democrazia partecipativa, legislazione di iniziativa popolare e prospettive istituzionali.
Nonostante questo dibattito sia già passato dalle aule del Parlamento, si continua ad avere la possibilità di vendere a privati i beni pubblici e comuni senza consultare i cittadini.
La tutela dei beni pubblici ha bisogno del sostegno dei suoi cittadini, di un’infrastruttura giuridica ben definita, e di una piattaforma che renda questa tutela attuabile in termini pratici. Nel corso dell’Assemblea si discuterà del green new deal annunciato dal Governo e della rete e della comunità che sostiene i beni comuni.
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