Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

#cristinaliberasubito

La famiglia di Cristina Cattafesta e la loro legale Avv. Alessandra Ballerini esprimono grande preoccupazione per il protrarsi della sua permanenza presso il Centro di espulsione di Gaziantep, nel sud est della Turchia.

Cristina, che da tutta la vita si batte per i diritti delle persone e delle donne in particolare, era in Turchia, in qualità di Osservatrice Internazionale per le elezioni presidenziali e parlamentari insieme a una delegazione del  C.I.S.D.A. (Coordinamento Italiano di Sostegno alla Donne Afghane) ed è stata fermata il 24 giugno per un controllo.

Martedì 26 è stata trasferita nel Dipartimento Immigrazione di Gaziantep, nel sud est della Turchia,  per essere rimpatriata.

Speriamo tutti che il suo rientro sia imminente, ma sono passati 11 giorni dal suo fermo e negli ultimi giorni,  ossia da quando è stata trasferita a Gaziantep, né i familiari né l’avvocata sono più riusciti ad avere contatti con lei perché le è stato sequestrato anche il cellulare.

Cristina è una donna di 62 anni che soffre di problemi di salute ed ha la necessità di fare controlli continui e cure adeguate.

Non abbiamo informazioni certe sul suo rientro, né la possibilità di metterci in contatto con lei.

Sappiamo che l’avvocato del Consolato Italiano è andato a trovarla e siamo grati per l’impegno della Farnesina con la quale siamo in costante contatto, ma esprimiamo seria preoccupazione per lo stato di salute di Cristina e chiediamo all’ Ambasciata Italiana, alle istituzioni italiane ed europee il massimo impegno per riportare Cristina Cattafesta in Italia nel più breve tempo possibile.