ROMA, 24 APRILE 2026 – L’hanno fatto ancora. Il Governo di Giorgia Meloni è ricorso alla decretazione d’urgenza per nuove norme che, a loro dire, garantirebbero maggiore sicurezza. L’ennesimo “decreto sicurezza”, votato in tempi rapidissimi, senza ascoltare nulla di quanto il Parlamento aveva da dire.
Ma questa volta c’è di più: il decreto contiene evidenti elementi di incostituzionalità. La Presidenza della Repubblica ha tentato di correggere almeno quello che riguarda l’assurdo bonus per quegli avvocati che riescono a convincere i loro assistiti stranieri a tornare nel loro Paese di origine. Il Governo non ha cambiato nulla, con la promessa della premier di correggerlo subito.
Non siamo d’accordo. Non accettiamo questo “pasticcio” legislativo e siamo preoccupati per l’iter di questo obbrobrio.
Ma è soprattutto il contenuto del provvedimento a preoccupare, perché consolida un modello fondato sulla prevenzione amministrativa, sul sospetto e sulla discrezionalità, con norme che continuano a restringere lo spazio civico, colpiscono chi si oppone, peggiorano la situazione delle carceri e incidono in profondità sui diritti fondamentali.
Siamo stati nelle piazze per dire NO ai precedenti decreti sicurezza, abbiamo sostenuto il NO alla contro-riforma della Giustizia.
Per questo ci uniamo a quanti chiedono al Presidente della Repubblica un atto di garanzia costituzionale: rinviare la legge alle Camere. Non per aprire un conflitto istituzionale, ma per difendere il Parlamento, le libertà fondamentali e lo Stato di diritto.
Continueremo a difendere la Costituzione, i diritti dei più deboli e di chi si oppone e manifesta contro questo Governo illiberale, con tutti quelli che in questi mesi si sono mobilitati in tutto il Paese contro i re, le regine e le loro guerre.