di Carlo Greppi*

Intervento al Congresso nazionale Arci

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08 giugno 2018

“[…] all’infuori della volontà a non riconoscerci battuti, tra di noi non c’era niente altro in comune. Ma da tutto ciò che ci separava noi attingevamo una specie di esaltazione e una fiducia ancora più grande nel solo legame che ci univa”.

Quando ho letto il modo in cui il grande scrittore Romain Gary ne La promessa dell’alba ha descritto la radicale avversione sua e dei suoi commilitoni al nazismo, ho deciso che le parole che avrei rivolto a voi, delegati Arci di tutta Italia, sarebbero partite da qui.

Le ho trovate straordinariamente simili a quelle che Raffaele Cadorna, il generale dei partigiani, avrebbe usato per descrivere la Resistenza praticamente in contemporanea: “Fu allora l’amore ad unirci. Amore di un paese non vile che sembrava affondare in un vortice di vergogna e di viltà”.

 

 

*Storico e scrittore, il suoi ultimi libri sono il saggio 25 aprile 1945 (Laterza) e il romanzo per ragazzi Bruciare la frontiera (Feltrinelli). Socio fondatore dell’associazione Deina e presidente dell’associazione Deina Torino, entrambe affiliate ad Arci.