Le nostre organizzazioni sono realtà di riferimento in Francia, Italia e Spagna nella difesa dei diritti dell3 migranti e a tutela delle disposizioni dei trattati internazionali firmati dai nostri Paesi
ROMA, 03 AGOSTO 2026 – Domani i ministri dell’Interno degli Stati membri dell’Unione europea si riuniranno in una seduta straordinaria per discutere di questioni migratorie. Una riunione che fa seguito agli eventi della scorsa settimana a Ceuta, dove decine di migliaia di persone sono entrate nell’enclave spagnola situata nel cuore del Marocco (Nord Africa), prima di ripartire per tornare nei loro Paesi. Più di 100 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il confine.
Possiamo aspettarci che, ancora una volta, i ministri proporranno misure volte a limitare ulteriormente i diritti dei migranti, perseverando nella violazione dei princìpi di diritto internazionale e costituzionale.
In base alla nostra esperienza come organizzazioni che difendono i diritti dell3 migranti, ci aspettiamo di dover reagire alle proposte che emergeranno dall’incontro e che eroderanno ulteriormente i loro diritti – proposte dettate dall’agenda politica di estrema destra e che vengono ora attuate da un’ampia maggioranza dei governi dell’UE.
Sebbene la situazione dei diritti dell3 migranti sia una questione fondamentale per valutare la qualità dell’effettivo accesso ai diritti negli Stati membri dell’UE, un altro problema cruciale è emerso dal modo in cui i governi dell’Unione europea hanno orientato il dibattito pubblico sugli eventi di Ceuta. Hanno sfacciatamente modificato i principi e le prassi che regolano i diritti, il dibattito democratico e lo stato di diritto, come sancito dal Trattato sull’Unione europea. È semplice e palese.
L’elaborazione democratica delle politiche è possibile solo quando si basa sui fatti. Il mandato delle istituzioni democratiche, compresi i governi, è quello di agire in risposta ai fatti.
I fatti sono chiari. Nel giro di poche ore, oltre 50.000 persone (per lo più marocchine, ma anche provenienti da altri paesi Africani) sono entrate irregolarmente a Ceuta. Rimaste bloccate sul posto, nelle ore successive la quasi totalità di loro è stata costretta a rientrare in Marocco, nella maggior parte dei casi senza il rispetto delle procedure previste dalla legge. I governi sono stati informati in tempo reale, prima di chiunque altro.
Com’è possibile, in uno spazio democratico governato dallo stato di diritto, che in risposta ai fatti di Ceuta (Nord Africa) si sia arrivati:
- alla decisione del governo francese di centro destra di rafforzare i controlli al confine franco spagnolo (lungo tutti i Pirenei);
- alla richiesta all’UE del governo italiano di estrema destra di Meloni (insieme ai governi finlandese e danese) di sospendere l’adesione della Spagna dall’area Schengen (cosa che il trattato e il quadro giuridico europeo non consentono), nonostante sia noto che nessun migrante in posizione irregolare possa entrare nello spazio comune da Ceuta, come indicato dal trattato di Schengen;
- all’ennesimo appello xenofobo e razzista dell’opposizione politica spagnola, che lancia l’allarme su una presunta «crisi migratoria» e un presunto «fattore di attrazione» attraverso la retorica d’odio che banalizza le violazioni dei diritti umani al confine.
L’opinione pubblica è stata bombardata da menzogne sfacciate e proposte assurde, mentre decisioni politiche del tutto estranee alla questione in esame, sono state prese da tutti i partiti al potere, dai socialdemocratici e liberali fino alla destra e all’estrema destra. Negli ultimi giorni, le nostre società hanno subito un attacco frontale all’essenza stessa del dibattito democratico rappresentato da un confronto serio a partire dai fatti e una analisi affidabile.
Negli ultimi anni, la disinformazione e la manipolazione dell’opinione pubblica sono state presentate, in particolare dalla Commissione europea, come collegate ad attacchi provenienti dall’esterno dell’UE. In realtà derivano in gran parte da campagne e interessi promossi da forze politiche interne all’Unione europea. Gli eventi di Ceuta rendono urgente che le istituzioni europee ne prendano atto e intervengano senza indugio.
In una democrazia è inaccettabile che i governi contribuiscano alla manipolazione dell’opinione pubblica attraverso il ricorso a risposte emotive. Queste emozioni vengono legittimamente fomentate con l’obiettivo di rafforzare i valori europei? In questo caso è esattamente il contrario. Un numero significativo di funzionari e politicista alimentando paura e odio, comportandosi come i populisti più beceri, senza alcun rispetto per l3 cittadin3, per i principi sanciti dai trattati UE, per la verità o per un’elaborazione efficace ed efficiente delle politiche.
Il modo in cui la riunione dei ministri dell’Interno viene ora presentata al pubblico è profondamente preoccupante. È una farsa totale. Molti potrebbero pensare che stiamo esagerando. Si deve salvaguardare la speranza, ma la tendenza che osserviamo ormai da anni è esattamente l’opposto, ed è disastrosa.
Se i governi non si sentono in dovere di rispondere della distorsione dei fatti al fine di manipolare l’opinione pubblica – oggi sui diritti dei migranti, domani su questioni di guerra e pace, disuguaglianza e insicurezza sociale – stanno spianando la strada a forze autoritarie, fasciste e illiberali. Nelle ultime settimane, in Europa, non sono state devastate solo le foreste dagli incendi legati alla catastrofe climatica, ma anche la democrazia stessa, che funzionari governativi e politici piromani potrebbero ridurre in cenere.