Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Il Fondo europeo per la difesa in aumento del 2200%

La posizione di ENAAT (la rete sociale europea che si occupa di commercio di armi, di cui Rete Disarmo fa parte) sulle proposte della Commissione Europea

La Commissione europea ha presentato le proprie proposte in materia di Difesa e Sicurezza nell’ambito del prossimo Bilancio a lungo termine dell’Unione Europea. Si conferma un livello di finanziamento senza precedenti per le priorità militari e di sicurezza, con un aumento del 2200% del Fondo Europeo per la Difesa.

Il prossimo bilancio a lungo termine, che copre il periodo dal 2021 al 2027, dedicherà 2 delle 6 linee di azione a questioni di sicurezza, militari e di gestione delle frontiere e delle migrazioni. Queste due voci di bilancio beneficeranno del maggiore aumento relativo di fondi a disposizione: rispettivamente il 180% e il 260% di aumenti per la sicurezza e la gestione delle migrazioni e delle frontiere con un sorprendente aumento del 2200% per il Fondo di Difesa europeo (che passerà da da 0,59 a 13 miliardi di euro). Con questo bilancio pluriennale, al termine del 2027 l’Unione Europea avrà speso di più per la ricerca militare che per gli aiuti umanitari.

Il Fondo Europeo per la Difesa si concentrerà in particolare sulla tecnologia militare senza equipaggio, come i droni armati e potrebbe anche andare a sostenere lo sviluppo di armi completamente autonome, comprese quelle letali (i cosiddetti Killer Robots). Pochi giorni fa gli Stati membri dell’UE hanno respinto qualsiasi limitazione vincolante allo sviluppo di armi completamente autonome nel Programma Europeo di Sviluppo Industriale della Difesa (EDIDP).

L’uso di droni armati, e nel prossimo futuro di armi completamente autonome, sta cambiando il volto della guerra e mettendo in crisi la legislazione internazionale. È particolarmente preoccupante che l’Europa ponga lo sviluppo di una tecnologia così problematica nelle mani di un’industria militare che ha come scopo finale il solo profitto.

Un altro tra gli obiettivi principali del Fondo Europeo per la Difesa è quello di aumentare la competitività globale dell’industria militare del continente. Poiché i mercati nazionali sono già troppo piccoli per assorbire la sovrapproduzione europea di armamenti e fornire una maggiore redditività, l’industria militare sicuramente porrà un’enfasi ancora maggiore sulle esportazioni, compresa la nuova tecnologia militare sviluppata grazie ai finanziamenti dall’UE.

Le decisioni prese dalla Commissione Europea non porteranno alla pace e alla sicurezza, ma aumenteranno solo i profitti dell’industria delle armi esacerbando la corsa agli armamenti a livello mondiale.

La spesa militare mondiale è al suo livello più alto dalla fine della Guerra Fredda.

È giunto il momento per l’UE di affrontare le cause profonde dei conflitti piuttosto che investire in soluzioni militari che già non hanno funzionato in passato.