Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Il Parlamento europeo approva lo ‘Strumento a sostegno dei Valori Europei’

 

d686416003b028a9b929fa20f0524e87.jpgQuando in Europa riusciamo a lavorare tutti insieme, possiamo vincere. Se non la guerra, almeno una battaglia. Il che, di questi tempi, non è poco.

Il Parlamento Europeo ha approvato nei giorni scorsi la risoluzione sull’EVI, lo Strumento a sostegno dei Valori Europei – un fondo per sostenere le azioni locali e nazionali a difesa dei valori democratici promosse dalle organizzazioni di società civile nei diversi paesi della Unione.

L’idea è nata dalla Stefan Batory Foundation, una organizzazione di società civile polacca. È stata adottata dalla rete delle reti associative Civil Society Europe, fra cui il Forum Civico Europeo.

Un appello è stato firmato dai leader delle tante associazioni nazionali aderenti alle reti, Arci inclusa.

La Commissione LIBE ha fatto propria la proposta, e ha sottoposto al voto del Parlamento Europeo la risoluzione. Prima della plenaria, moltissime associazioni nazionali hanno inviato una lettera ai propri europarlamentari nazionali, per chiedere loro di votare a favore.

Il Parlamento ha approvato a larga maggioranza, contrari i gruppi conservatori euroscettici e di destra.

Ora, secondo la procedura di co-decisione, è necessario che lo Strumento per i Valori Europei venga approvato anche dal Consiglio Europeo e dalla Commissione Europea.

La mobilitazione associativa continua. Si tratta di soldi, risorse in più per finanziare le associazioni che lavorano nel proprio paese. Ma si tratta anche di una scelta politica di rilievo, come ha dimostrato il dibattito nel Parlamento Europeo.

L’Unione Europea riconosce di avere in casa un problema democratico, e di dover sostenere chi cerca di affrontarlo all’interno delle proprie società, nelle città e nei quartieri.

Si assume il compito di contrastare il tentativo di silenziare la società civile democratica portato avanti da sempre più governi – non solo ad est.

E dichiara essenziale il lavoro da loro svolto, per la realizzazione dell’articolo 2 del Trattato: «L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».

Il voto è avvenuto a poca distanza dalla vittoria elettorale di Orban in Ungheria, che subito dopo il voto ha già confermato l’impegno a varare entro maggio la legge contro le associazioni democratiche nel paese – e a poche ore dalla decisione obbligata della Fondazione Soros di trasferire la sua sede centrale da Budapest.

La vita e la libertà di agire dell’associazionismo sono ormai al centro della battaglia democratica europea. I nemici della democrazia hanno capito quanto le associazioni siano importanti – e le hanno messe nel mirino.

Il voto del Parlamento Europeo fa sperare in una reazione opposta e contraria, che riconosca all’associazionismo il valore che ha.