Consiglio nazionale Arci dell'8 e 9 settembre: guarda le registrazioni dei lavori

L’Arci aderisce alla manifestazione contro gli inceneritori a Milazzo

Di seguito il testo dell’appello

Domenica 28 gennaio le strade di Milazzo si riempiranno di vita e partecipazione contro la cultura dell’inquinamento, del profitto per pochi, della sopraffazione, dell’indifferenza, della rassegnazione e della morte.

NO agli inceneritori, SÌ al recupero di materia e al lavoro pulito, questo lo slogan del corteo che smonta la faziosa retorica governativa: quella che spaccia gli inceneritori quale soluzione alle discariche. Interramento e incenerimento sono due facce della stessa medaglia. Incenerire trasferisce le discariche dal sottosuolo all’atmosfera, producendo frazioni di ceneri pesanti ultrasottili pericolosissime  che verrebbero in parte  liberate in aria e in parte prodotte per essere smaltite come rifiuti speciali in ogni caso…. in discarica!

L’inceneritore è dannoso per il futuro del territorio.

Incenerire comporta per la collettività pesantissimi oneri economici sociali e sanitari:

1) attraverso il pagamento delle spese di conferimento dei rifiuti e trattamento delle ceneri risultanti;

2) attraverso il finanziamento degli accresciuti costi della spesa sanitaria causati dall’aumento o dall’insorgenza di specifiche patologie;

3) attraverso il mancato guadagno a danno delle finanze pubbliche, determinato dalla perdita di preziosi materiali che dovrebbero invece essere recuperati;

4) attraverso la perdita delle migliaia di posti di lavoro che sarebbero generati da un funzionante comparto industriale specializzato nel recupero di materia;

5) attraverso l’inevitabile e pericolosissimo danneggiamento del comparto agro-alimentare della Valle del Mela, ricco di virtuosi esempi di coltura biologica e luogo di produzione di prodotti alimentari con secoli di tradizione.

no-inceneritori.jpgUn altro modello di gestione dei rifiuti è possibile ,un esempio su tutti sia la provincia di Treviso, dove 50 comuni consorziati danno lavoro a più di 680 persone e raggiungono livelli di RD oltre l’ 80%.

Pretendiamo che venga rispettato il piano paesaggistico d’Ambito 9 che vieta la costruzione dell’impianto!

La creazione a orologeria di emergenze rifiuti è un tristemente noto meccanismo messo in atto per derogare alla legislazione normale autorizzando opere e impianti illegali al solo fine di predare risorse pubbliche.

Pretendiamo che si costruiscano finalmente gli impianti per il trattamento della frazione umida la cui mancanza è il vero ostacolo al decollo della differenziata in Sicilia, unitamente all’applicazione di una tariffazione puntuale.

Donne e uomini, movimenti comitati e associazioni, sindacati e partiti e le amministrazioni locali affermeranno ancora una volta un secco No all’inceneritore del Mela e a tutti gli inceneritori: impianti che distruggono ricchezze e vite,  garantendo privilegi a pochi, famelici speculatori.

Grande è la rabbia popolare rivolta al governo nazionale che invece di promuovere un Piano Nazionale per la Riduzione, Riuso, Recupero e Riciclaggio dei materiali, asseconda la logica dell’incenerimento e della discarica, privilegiando i lucrosi affari delle lobby  di settore a discapito degli interessi diffusi, dello sviluppo collettivo, delle finanze pubbliche e della salute!

Ogni anno migliaia di italiani emigrano dai loro territori, ogni anno altri si ammalano a causa di industrie mefitiche e moltissimo languono sfruttati o disoccupati. Basta devastazioni, bonifiche subito!

Assieme ai movimenti fratelli che respingono giorno dopo giorno la depredazione dei territori da parte dei barbari in giacca e cravatta e si oppongono alla costruzione delle trivelle, alle discariche, alla privatizzazione dell’acqua, alla costruzione del TAP, del TAV e del MUOS e alla trasformazione della Sicilia in un avamposto militare, vogliamo fare fronte comune per liberare l’isola e l’Italia intera da quelle politiche e progetti che perpetuano la condizione di dipendenza, sfruttamento e sottosviluppo in cui versa ormai.

Domenica 28 gennaio sarà la giornata di tutte e tutti, delle figlie e dei figli, dei genitori, degli amici, delle persone che vogliono riappropriarsi del loro futuro e difendere la propria vita.

Sarà la giornata per la riappropriazione della speranza sottratta e per lo sviluppo distribuito, a partire dalla gestione di quei materiali, colpevolmente definiti rifiuti, che in realtà sono ricchezza appartenente alla collettività, a tutti noi.