Il 19 maggio il presidente nazionale di ARCI, Walter Massa, è intervenuto in audizione informale presso la I Commissione (Affari costituzionali) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia elettorale (C.157 Magi, C.2236 Pavanelli e C.2822 Bignami). Di seguito pubblichiamo la memoria depositata da ARCI, che raccoglie le valutazioni e le proposte dell’associazione sul tema della riforma della legge elettorale.
Nel documento ARCI ribadisce che la legge elettorale non può essere considerata una questione meramente tecnica o funzionale alla costruzione delle maggioranze di governo, ma rappresenta una delle principali infrastrutture democratiche del Paese. Per questo ogni intervento di riforma dovrebbe avere come obiettivo prioritario quello di rafforzare la partecipazione, ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadine, cittadini e istituzioni e garantire una rappresentanza effettiva e pluralista.
La memoria esprime apprezzamento per le proposte che intendono facilitare concretamente l’esercizio del diritto di voto, in particolare per le persone fuori sede, e richiama l’importanza di semplificare e rendere più accessibili le procedure, anche attraverso strumenti di innovazione e digitalizzazione che non producano nuove disuguaglianze.
Allo stesso tempo, ARCI evidenzia alcune criticità delle proposte attualmente in discussione. In particolare, richiama la necessità di assicurare stabilità alle regole elettorali, evitando modifiche frequenti a ridosso delle consultazioni, e sottolinea come la ricerca della governabilità non possa tradursi in una compressione della rappresentanza democratica o del pluralismo politico.
La memoria richiama inoltre l’attenzione sul rapporto tra elettrici, elettori ed eletti, evidenziando come liste bloccate, pluricandidature e una crescente personalizzazione della competizione politica rischino di accentuare ulteriormente la distanza tra cittadinanza e istituzioni.
Come si legge nelle conclusioni del documento, «la legge elettorale, da sola, non può risolvere la crisi democratica. Può però contribuire ad aggravare oppure a ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini». Per questo ARCI auspica che il Parlamento affronti il confronto sulla riforma con uno spirito ampio e condiviso, nella consapevolezza che la qualità della democrazia rappresenta uno dei principali beni comuni da difendere e rafforzare.
In allegato è disponibile il testo integrale della memoria presentata da ARCI nel corso dell’audizione.