Sabato 24 ottobre, alle ore 13.00, Castel Volturno sarà il cuore di una grande mobilitazione nazionale, per dire “No CPR – né a Castel Volturno, né altrove!” e rivendicare il ruolo della città come laboratorio di umanità, diritti e giustizia sociale.
La protesta nasce da un appello, lanciato da Mons. Pietro Lagnese, che ha dato vita a una vasta alleanza, unita da un unico obiettivo: impedire che vengano spesi 43 milioni di euro per la costruzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), né sul territorio campano né da altre parti.
Al centro della protesta c’è un’idea alternativa di sicurezza: non quella fondata sulla paura o sulla detenzione, ma quella sociale. Quest’ultima nasce da comunità solidali, da servizi efficienti, da un’accoglienza dignitosa, da lavoro regolare, da scuole aperte e vive, dalla salute, da case popolari, da spazi di aggregazione e da una cura concreta del territorio.
Castel Volturno è la lente d’ingrandimento capace di mostrare le conseguenze di decenni di politiche migratorie razziste e fallimentari; ma al tempo stesso è un baluardo di promozione umana e di resistenza. La richiesta è chiara: destinare le risorse pubbliche ai servizi, al sostegno al reddito, ai trasporti e alle fasce più fragili della popolazione.
La manifestazione non si ferma alla sola questione migratoria. Al centro dell’agenda ci sono anche la bonifica dei territori, la tutela dei fiumi, la difesa dei litorali, il contrasto agli sversamenti illeciti e all’abusivismo, oltre alla restituzione alla collettività degli spazi sottratti alla criminalità organizzata.
L’appello alla partecipazione è aperto a tutti: fedeli, laici, associazioni, sindacati, realtà sociali e ambientaliste, studenti, comunità migranti, amministratori e cittadini.
Nella diversità possiamo ritrovarci insieme con una convinzione comune.