Prima fase del Barometro europeo sulla precarietà e la povertà

Uno studio Ipsos per Secours populaire français

Per la prima volta Ipsos e Secours populaire hanno creato un Barometro europeo sulla precarietà e la povertà per indagare la situazione sociale oltre che l’opinione e le inquietudini degli abitanti di parecchi paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Italia e Polonia). In un contesto particolarmente difficile su scala europea, e con una forte inflazione determinata dalla guerra in Ucraina, questo inedito strumento rende evidente come le difficoltà sociali, sfortunatamente, non siano appannaggio di un solo paese ma riguardino un buon numero di paesi europei.

Un’inchiesta realizzata via internet dal 17 giugno al 6 luglio 2022 su un campione rappresentativo di 6000 cittadini europei rappresentativi della popolazione nazionale di 18 anni in ciascuno dei 6 paesi coinvolti: Francia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Italia e Polonia.

 

 

Oggi tanti europei stanno precipitando in una situazione finanziaria difficile. Più di 1 su 4 (27%) dichiara di essere in una situazione di precarietà, una spesa non programmata può farli precipitare in povertà.

  • Questa situazione è particolarmente difficile in Grecia dove il 51% di chi ha risposto dice di trovarsi già in questa situazione.
  • Andando oltre la propria specifica situazione, gli europei coinvolti nella survey riscontrano precarietà nel loro entourage, specificatamente nel loro quartiere, con un 41% che individua molte persone precarie nel quartiere, un 30% tra i conoscenti o nel contesto di lavoro. Questa difficile situazione è particolarmente inquietante in Grecia, Italia e Polonia.

 

Gli anziani sono nell’occhio del ciclone della povertà!

  • Tra le diverse categorie della popolazione percepite come potenzialmente precarie, sono gli anziani ad essere considerati come i più colpiti dalla precarietà e dalla povertà (citati dal 50% del campione). Ciò detto si rilevano delle differenze a seconda dei paesi: i greci e gli italiani mettono i giovani in primo piano tra le fasce di popolazione rese fragili dalla precarietà

 

1 europeo su 2 teme di precipitare in una condizione di precarietà ! Un’angoscia che esplode in Italia e in Grecia e che riguarda già oggi 7 persone su 10.

  • A fronte di un’inflazione che in Europa continua a crescere, il 55 % degli europei intervistati percepiscono un rischio significativo di ritrovarsi in una situazione di precarietà nei mesi a venire. Persone che hanno pochi margini per manovre finanziarie dal momento che il 64% afferma di non sapere quali spese sacrificare avendo già ridotto tutto ciò che poteva essere tagliato.

Tantissimi europei hanno già fatto i conti con scelte complicate a causa di una situazione finanziaria difficile.

  • Più di un europeo su 3 dice di avere dovuto recentemente limitare le proprie spese (36%). Più di 1 su 5 dice di avere recentemente patito il freddo e di non avere riscaldato come avrebbe voluto (22%). 1 su 7 ha dovuto chiedere aiuto a famigliari (14%) o ancora sommare più di un lavoro (13%). L’80% delle persone intervistate ha già fatto i conti con una di queste difficili situazioni, il 53% dei quali già nel corso degli ultimi sei mesi.

 

I genitori di bambini che hanno meno di 18 anni confermano di vivere situazioni molto complicate

  • Due terzi (66%) hanno già dovuto fronteggiare una situazione complicata a causa di difficoltà finanziarie. Quasi 1 su 2 ha già rinunciato a far fare delle vacanze ai propri figli (49%) e più di 1 su 5 ha recentemente fronteggiato questa situazione (22%). Molti hanno anche rinunciato ad iscrivere i figli ad attività (45%), tra questi 1 su 5 dichiara di avere dovuto prendere questa decisione negli ultimi mesi (20%). Un terzo dei genitori (33%) dichiara addirittura di non avere potuto offrire ai propri figli un’alimentazione sufficientemente varia, 1 europeo su 6 si è trovato recentemente in questa situazione (16%). Soprattutto, oltre queste situazioni difficili, i genitori esprimono anche un sentimento di inquietudine: il 49% dichiara di avere di avere già sentito la paura di non potere dare risposta ai bisogni dei propri figli. Cosa ancora più grave, quasi 1 su 4 dice di avere vissuto questo sentimento di paura nel corso degli ultimi mesi (23%).

Per potere offrire ai propri figli buone condizioni di vita, molti genitori sono costretti a privarsi di alcune cose.

  • Se in primo luogo i genitori si privano di ciò che pare loro secondario come divertimento e uscite (il 76% di cui il 31% dice di farlo spesso), molti si privano a volte anche di cose più essenziali come cibo (48%) e addirittura di trattamenti medici (il 46% di cui il 15% dice di farlo spesso).

Più di un europeo su 2 risente della riduzione del proprio potere d’acquisto e dell’aumento dei prezzi: una tendenza che genera inquietudine a fronte di una situazione che potrebbe peggiorare.

  • Di cui il 54% ritiene che proprio il potere d’acquisto si è ridotto negli ultimi 3 anni. Tra questi più di 1 su 4 dice che è sceso molto (26%). Una percezione particolarmente forte in Grecia (68%) ma anche in Francia (63%).

 

Per coloro il cui potere d’acquisto è diminuito la causa sembra assodata. L’89% cita come ragioni l’inflazione e l’aumento dei prezzi.

  • Inoltre la situazione in termini di aumento dei prezzi non sembra assestarsi, molti europei si mostrano inquieti a proposito della propria capacità di fare fronte al futuro.

In questo contesto molto difficile, gli europei non si sentono sicuri.

  • In caso di problemi, meno di 1 europeo su 2 dichiara di potere avvalersi di un aiuto alimentare (solo il 49%) o di un aiuto concreto (47%).

Link alla ricerca:

https://bit.ly/3NBA2QN