Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Rapporto Mil€x 2018

img_sostegnoMilex2018.jpgMIL€X è un progetto lanciato per realizzare un Primo Rapporto Annuale sulle Spese Militari Italiane (pubblicato ad inizio 2017) che è servito come base per la creazione di un Osservatorio stabile sul tema.

L’Osservatorio è promosso da Enrico Piovesana e Francesco Vignarca con la collaborazione e la struttura operativa del Movimento Nonviolento (nell’ambito delle attività della Rete Italiana per il Disarmo).

 

I dati contenuti negli Stati di Previsione allegati alla Legge di Bilancio 2018,  mostrano un incremento annuo del 3,4% (circa 700 milioni) del budget previsionale del Ministero della Difesa che passa dai 20,3 miliardi del 2017 ai quasi 21 miliardi del 2018.

Aggiungendo al Bilancio base della Difesa i fondi di natura militare provenienti da altri Dicasteri e sottraendo invece i costi non propriamente militari, secondo la metodologia adottata dall’Osservatorio Mil€x il totale complessivo delle spese militari per il 2018 si può stimare in poco meno di 25 miliardi, cioè 4% rispetto al 2017 (circa un miliardo di Euro in più). Si tratta di un aumento che rafforza la tendenza di crescita avviata due bilanci fa dal governo Renzi.

Una tendenza che riprende la dinamica di aumento della spesa militare precedente la crisi del 2008 e che evidenzia un aumento del 25,8% se si considerano le ultime tre legislature. Nel 2018 la tripartizione effettiva della spesa militare complessiva sarà di 60% per il personale, 13% per l’esercizio e 28% per gli investimenti in armamenti e infrastrutture. Le spese per acquisizione di nuovi armamenti continuano ad aumentare: 5,7 miliardi nel 2018, con un 7% nell’ultimo anno e 88% nelle ultime tre legislature. Si conferma la distorsione, ormai sistemica, per cui tali cifre sono raggiungibili solo grazie ai contributi finanziari del Ministero dello Sviluppo Economico, anch’essi in aumento: 3,5 miliardi nel 2018 ( 5% in un anno, 30% nell’ultima legislatura, 115% nelle ultime tre legislature).  Essere membri della NATO ha un costo per l’Italia: non solo le spese per la partecipazione alle missioni militari dell’alleanza, ma anche quelle per la contribuzione diretta pro-quota al budget militare e civile della NATO e al Programma d’investimento per la sicurezza della NATO. Complessivamente la contribuzione italiana annua attuale ammonta a 192 milioni di euro: circa 125 milioni destinati al budget NATO (oltre 100 milioni al budget militare, il resto al budget civile) e 66,6 milioni destinati agli investimenti infrastrutturali. Inoltre, la spesa italiana per le basi USA presenti sul nostro territorio oggi dovrebbe aggirarsi sui 520 milioni di euro l’anno. Da sottolineare invece come la spesa direttamente riconducibile alla presenza di testate nucleari statunitensi sul suolo italiano  potrebbe stimarsi attorno ai 100 milioni di euro l’anno. Sul punto in questione troppe sono le variabili in gioco ed è da riscontrarsi una opacità ancora maggiore rispetto alle altre parti della spesa militare. Ulteriore aspetto problematico da considerare, sia in termini politici che di spesa pubblica.