ROMA, 09 GIUGNO 2026 – Il rapporto, redatto dal Forum Civico Europeo rileva che le restrizioni alla società civile si stanno istituzionalizzando e diffondendo in tutta Europa, comprese le accuse infondate contro le ONG nei parlamenti europei e nazionali, la diffusione di leggi e retoriche sugli “agenti stranieri” e le restrizioni al diritto di protesta. A livello dell’UE, i modelli restrittivi vengono sempre più adottati, legittimati e rafforzati.
Il rapporto dal Forum Civico Europeo è composto da un’analisi orizzontale a livello europeo di 13 Paesi – Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna – e da un’analisi regionale sui Balcani occidentali.
Il capitolo del rapporto sull’Italia, curato dall’Arci, ricorda come nel dicembre scorso la classificazione dello spazio civico nel nostro paese sia stata declassata da “ristretto” a “ostacolato” dal Civicus Monitor. Negli ultimi due anni, infatti, l’Italia ha vissuto un’accelerazione di dinamiche repressive che compromettono in maniera grave lo spazio civico: dall’uso di tecnologie di sorveglianza e infiltrazioni a danno di attivisti, alle norme restrittive che limitano la libertà di manifestare.
Il governo Meloni con l’approvazione del decreto Sicurezza ha introdotto nuovi reati e politiche restrittive per limitare le proteste e reprimere il dissenso, colpendo in particolare attivisti e organizzazioni della società civile che si occupano di diritti e partecipazione democratica, solidarietà con la Palestina, giustizia sociale e climatica, diritto all’abitare.
Un provvedimento che si aggiunge al decreto sulle ONG (2023) e a quello sui flussi (2024), che continuano ad ostacolare le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti delle persone migranti e nelle missioni di soccorso in mare. Senza dimenticare lo scandalo Paragon che ha rivelato la sorveglianza illegale di giornalisti e attivisti.
Il rapporto sull’Italia si chiude con alcune raccomandazioni mirate:
– abrogare urgentemente il decreto di sicurezza, per garantire il pieno rispetto della Costituzione italiana e standard internazionali sui diritti umani;
– favorire uno spazio civico sicuro, rimuovendo gli ostacoli che colpiscono le organizzazioni della società civile, in particolare il decreto ONG, il decreto flussi, la legge sull'”eco-vandalismo” e l’uso di fogli di via e DASPO urbani;
– rispettare le libertà di riunione e di espressione pacifica secondo gli standard internazionali sui diritti umani e astenersi dal prendere di mira il movimento per la giustizia climatica e il movimento di solidarietà con la Palestina;
– garantire la responsabilità e la sorveglianza delle forze dell’ordine introducendo codici obbligatori di identificazione per gli agenti di polizia nelle proteste e istituendo un meccanismo indipendente di reclami per indagare sulle accuse di uso eccessivo della forza;
– avviare urgentemente un’indagine indipendente sull’uso dello spyware Paragon contro attivisti, organizzazioni e giornalisti, prevenire l’uso di sorveglianza illegale e rispettare il diritto alla privacy;
– porre fine all’uso improprio delle SLAPP, le querele intimidatorie, attraverso efficaci tutele in linea con la direttiva UE anti-SLAPP.
In allegato il report sullo Spazio civico in Italia 2026 curato dall’Arci e un abstract dei capitoli “Horizontal Analysis” e “Italy” del Civic Space Report 2026 pubblicato dallo European Civic Forum.