Carovana istituzionale 2026
La Carovana per Cuba nasce come una scelta politica: rafforzare le relazioni tra Italia e Cuba, rompere l’isolamento e contrastare concretamente gli effetti del bloqueo statunitense, in una fase in cui gli effetti deleteri del blocco degli Stati Uniti e la crisi stanno colpendo duramente la popolazione cubana. Promossa da organizzazioni della società civile, sindacali e della cooperazione, con il coinvolgimento di parlamentari, rappresentanti delle istituzioni locali, realtà associative e media, la Carovana rappresenta una presenza italiana plurale e solidale che sceglie il dialogo, la cooperazione e la relazione diretta tra comunità come alternativa alle logiche dell’isolamento.
A causa del rafforzamento del Blocco statunitense, Cuba attraversa una grave crisi economica, energetica, alimentare, sanitaria e ambientale. La carenza di carburante, i blackout sempre più frequenti, le difficoltà nell’accesso all’acqua, la scarsità di beni essenziali e il deterioramento dei servizi pubblici stanno producendo conseguenze pesanti sulla popolazione, in particolare sulle persone più vulnerabili. Nel luglio 2026 il sistema elettrico nazionale è collassato per la quinta volta dall’inizio dell’anno, lasciando senza elettricità oltre 9 milioni di persone. Secondo il coordinatore residente delle Nazioni Unite, circa 3,5 milioni di persone subiscono interruzioni nell’accesso all’acqua potabile, mentre circa un milione dipende dalle autocisterne a causa della mancanza di energia necessaria ai sistemi di pompaggio.
A questo si aggiunge un grave deterioramento delle condizioni sanitarie. Secondo un’analisi del Center for Economic and Policy Research (CEPR), la mortalità infantile è passata da 4,0 decessi ogni 1.000 nati vivi nel 2018 a 9,9 nel 2025, con un aumento del 148%.
Denunciamo con forza la responsabilità del blocco economico, commerciale e finanziario unilaterale imposto dagli Stati Uniti a Cuba, in violazione del diritto internazionale, in vigore da oltre sessant’anni e progressivamente inasprito. Le recenti misure coercitive (ordini esecutivi di Trump di gennaio e maggio 2026) contribuiscono ad aggravare una situazione già critica, colpendo la possibilità di approvvigionamento, l’accesso ai mercati e ai sistemi finanziari internazionali e rendendo molto difficile anche il trasporto di beni essenziali e aiuti umanitari.
Le conseguenze sono concrete: la sospensione dei servizi di importanti compagnie di navigazione ha già bloccato oltre 2.900 tonnellate di aiuti alimentari umanitari, mentre 7000 container (già pagati) contenenti medicinali e materiali destinati alla cooperazione sono stati bloccati o dirottati. Anche le attività finanziate dalla Cooperazione Italiana sono direttamente colpite da queste difficoltà logistiche.
È criminale oltre che illegale che merci di proprietà di Cuba vengano sequestrate dagli Stati Uniti e bloccate in vari porti dell’area caraibica. Ed è oltremodo inaccettabile che l’accesso al cibo, ai medicinali, al carburante, all’energia e agli aiuti umanitari possa diventare uno strumento di pressione politica.
Il popolo cubano non può essere costretto a fare scelte di carattere politico, sociale ed economico attraverso la pressione economica e il ricatto. Spetta al popolo cubano, in piena autonomia e nel rispetto del diritto all’autodeterminazione, decidere quale futuro costruire. Colpire le condizioni di vita della popolazione non significa favorire il cambiamento: significa negare a un popolo la possibilità di scegliere liberamente il proprio futuro.
La Carovana vuole portare all’ordine del giorno della politica internazionale tutte queste preoccupazioni e, al contempo, agire in modo concreto. Grazie alla campagna “Energia per la Vita”, con la quale sono già stati finanziati numerosi progetti di installazione di pannelli solari in strutture pubbliche sanitarie, culturali ed educative a L’Avana e in Oriente, saranno portati a Cuba medicinali acquistati con parte dei fondi raccolti. In un Paese sottoposto da oltre sessant’anni al blocco statunitense, questo gesto assume un preciso valore politico: rompere il blocco e l’isolamento che esso produce, aprendo un canale diretto di solidarietà e facendo arrivare beni essenziali a chi ne ha bisogno.
La cooperazione internazionale dimostra così di poter rappresentare un’alternativa concreta alle logiche dell’isolamento: energia, salute, sicurezza alimentare e relazioni tra comunità sono strumenti di solidarietà e di autodeterminazione.
In questo scenario, Italia e Unione europea non possono limitarsi a osservare. Devono utilizzare gli strumenti diplomatici e politici a loro disposizione per favorire il dialogo e contribuire a rimuovere gli ostacoli che impediscono alla popolazione cubana di accedere a beni essenziali e assistenza umanitaria.
Chiediamo quindi:
- la fine dell’embargo blocco economico, commerciale e finanziario unilaterale ed illegale, degli Stati Uniti contro Cuba;
- la garanzia di un accesso immediato e senza ostacoli ad alimenti, medicinali, carburante, energia e beni essenziali, così come agli aiuti umanitari;
- l’esclusione di Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo redatta unilateralmente dagli Stati Uniti;
- all’Italia e all’Unione europea, un’iniziativa diplomatica forte per contrastare le misure coercitive unilaterali e favorire il dialogo con Cuba;
- il rafforzamento della cooperazione internazionale e delle relazioni tra istituzioni, organizzazioni sociali, sindacati, università e comunità italiane e cubane;
- il pieno rispetto del diritto del popolo cubano all’autodeterminazione, senza ricatti economici o ingerenze esterne.
La Carovana per Cuba sceglie dunque la strada della presenza e della cooperazione. In un mondo attraversato da conflitti e polarizzazioni, crediamo che costruire relazioni tra comunità sia un atto politico.
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Il programma della Carovana traduce questi principi in un percorso di ascolto, confronto e cooperazione, articolato attorno ad alcune delle questioni centrali per il presente e il futuro di Cuba.
Sul piano istituzionale e diplomatico, gli incontri con le Nazioni Unite, l’Asamblea del Poder Popular, il Ministero degli Esteri cubano e il Presidente della Repubblica, insieme al confronto con i rappresentanti diplomatici italiani e della Delegazione dell’Unione europea, permetteranno di approfondire la situazione del Paese, gli effetti del bloqueo e il ruolo che Italia e Unione europea possono svolgere nel rafforzamento del dialogo e della cooperazione.
Sul piano della salute, dell’energia e dei servizi essenziali, la visita all’ospedale Calixto García, alla scuola primaria e all’Empresa Aguas de La Habana consentirà di conoscere direttamente le conseguenze della crisi sulla popolazione e sul funzionamento dei servizi pubblici. In questo ambito si collocano anche i due gesti concreti della Carovana: la consegna dei medicinali acquistati grazie alla campagna “Energia per la Vita” e l’inaugurazione dell’installazione dei pannelli solari al Consiglio Nazionale delle Case della Cultura. Sono azioni che rendono concreta la scelta della cooperazione come alternativa all’isolamento e mostrano come la solidarietà possa contribuire a rafforzare l’accesso a beni e servizi essenziali.
Sul piano del lavoro e della partecipazione sociale, il confronto con la Central de Trabajadores de Cuba, la Federación de Mujeres Cubanas e i CDR permetterà di ascoltare il punto di vista dei lavoratori e delle organizzazioni sociali e di massa e di comprendere come le comunità affrontano le difficoltà determinate dalla crisi.
Sul piano culturale e delle relazioni tra comunità, gli incontri con UNEAC, Asociación Hermanos Saiz, Casa de las Américas e con il Capítulo Cubano della Red en Defensa de la Humanidad, insieme alla visita all’Oficina del Historiador de La Habana e all’Avana Vecchia, permetteranno di approfondire il ruolo della cultura, del patrimonio e dell’associazionismo nella costruzione di relazioni tra Italia e Cuba. La cultura, in questa prospettiva, non è un elemento separato dalla cooperazione, ma uno spazio di dialogo e conoscenza reciproca.
Nel loro insieme, questi incontri restituiscono la complessità della realtà cubana e permettono alla Carovana di affiancare alla denuncia degli effetti dell’isolamento una presenza concreta, fondata sull’ascolto diretto. È attraverso questa presenza che la Carovana intende rafforzare i legami tra Italia e Cuba e sostenere una cooperazione capace di contribuire alla solidarietà e al diritto del popolo cubano di costruire il proprio futuro.