Sono trascorsi 45 anni da quel lontano 2 agosto 1981, quando quattro amici di Sesto Fiorentino percorsero la strada da casa fino a Bologna per essere presenti in piazza e commemorare, insieme alla città, il primo anniversario della strage.
Il 2 agosto 1980, alle ore 10.25, un ordigno esplose nella sala d’attesa di seconda classe della stazione di Bologna. Le conseguenze furono devastanti. L’ala della stazione che ospitava le sale d’attesa di prima e seconda classe crollò come un castello di carta. Sotto quelle macerie persero la vita 85 persone e oltre 200 rimasero ferite.
Il primo binario fu devastato, così come il treno fermo in stazione. I calcinacci furono scagliati oltre il piazzale Medaglie d’Oro, da una parte, e fino al quinto e sesto binario dall’altra.
La strage di Bologna resta la più grave strage della storia della Repubblica italiana e, fino agli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid, quando una serie di attacchi terroristici provocò 192 vittime, la più grave strage terroristica avvenuta in Europa.
Quella strage rappresentò un’immensa ferita per la città di Bologna, già duramente colpita negli anni precedenti, ma anche per l’intero Paese. Fu proprio per questo che i quattro amici di Sesto Fiorentino decisero di dare un segnale e offrire un prezioso contributo in occasione del primo anniversario, organizzando la prima staffetta podistica non competitiva: un gesto semplice e concreto per non dimenticare quell’orribile giorno.
Da quella che poteva essere un’iniziativa unica nacquero, negli anni, numerose altre staffette. Alla fine dello scorso decennio, le diverse iniziative arrivarono a coinvolgere oltre 5.000 persone su tutto il territorio nazionale e non solo.
C’erano staffette che partivano dalla Toscana, dall’Umbria, dalla Lombardia, dal Trentino-Alto Adige, dalla Repubblica di San Marino e dalla Croazia. Tutte erano preziose e importanti. Ogni passo percorso sull’asfalto, in qualsiasi condizione meteorologica — con la pioggia, la neve, il sole, il caldo o il freddo — rappresentava un messaggio forte e chiaro: non si dimentica, non si vuole dimenticare.
Tra le tante, tre staffette hanno fatto la storia.
La Milano-Bologna è, per eccellenza, la più commemorativa, perché attraversa tre luoghi importanti in cui si consumarono altre stragi: strage Piazza Fontana a Milano, la strage di Piazza della Loggia a Brescia e la strage a Bologna
La Repubblica di San Marino-Bologna è stata la più partecipata. La staffetta, partita dal territorio sammarinese, raggiungeva Rimini, dove si divideva in due rami: uno percorreva la Riviera romagnola, l’altro l’entroterra. I due percorsi tornavano poi a unirsi a Castel Bolognese, per raggiungere Bologna nuovamente compatti.
La Brennero-Bologna è stata invece la più lunga: 361 chilometri, da percorrere in cinque giorni.
Fino al 2020 si era assistito a una vera e propria crescita di tutte le staffette. Poi la pandemia, gli adempimenti burocratici e le nuove esigenze legate alla sicurezza hanno portato, dopo il 2020, a un cambiamento significativo.
Alcune staffette si sono ridotte, come la Milano-Bologna e la San Marino-Bologna; altre si sono quasi fermate, come la Sesto Fiorentino-Bologna. Altre ancora si sono trasformate da podistiche a ciclistiche, come la Brennero-Bologna.
Accanto a questi cambiamenti, nel 2022 è nata una nuova iniziativa: la staffetta ciclistica Padova-Bologna.
Questa staffetta si distingue dalle altre perché arriva già il 1° agosto al Centro sociale di Villa Torchi, una casa di quartiere molto conosciuta a Bologna e luogo di incontro per la cittadinanza, dove si svolgono numerose attività sociali.
Nel parco di Villa Torchi si trova un monumento dedicato ai bambini morti nella strage. Ogni anno, il 1° agosto, si svolge una commemorazione istituzionale per ricordare quei piccoli angeli ai quali furono spezzati la vita e, con essa, i sogni, il futuro e la possibilità di vivere.
È proprio da quel luogo che la staffetta Padova-Bologna ha scelto di ripartire.
Attraversare il Paese con una staffetta significa percorrere territori diversi del nostro bel Paese con uno scopo preciso: non dimenticare mai fatti che hanno colpito vilmente i cittadini e le cittadine di Bologna, dell’Emilia-Romagna, dell’Italia, dell’Europa e del mondo.
È un modo per mantenere viva la memoria e sensibilizzare la società. Ma è anche un’occasione per conoscere e osservare le meraviglie ambientali e urbane che si incontrano lungo il cammino.
Mentre si pedala o si corre, ci si diverte, si scherza, si osserva, si parla e ci si confronta. Quando ci si ferma nei diversi Comuni, arriva il momento del raccoglimento e della parte istituzionale: un saluto, un ringraziamento, un omaggio, un riconoscimento e, soprattutto, un momento dedicato alle vittime della strage.
In gran parte dei Comuni attraversati, le staffette trovano ristori ben organizzati e associazioni come Arci, ANPI, ANC, ANA e molte altre, pronte ad accogliere calorosamente le persone che partecipano.
E dopo giorni trascorsi sulle strade italiane, la mattina del 2 agosto le staffette si ritrovano in Piazza Maggiore per portare il proprio messaggio di solidarietà ai familiari delle vittime della strage, ai sopravvissuti, ai soccorritori e a tutte le persone alle quali quel 2 agosto 1980 ha lasciato un segno indelebile.
Si uniscono alla commemorazione, al corteo e, alle 10.25, insieme a tutte le persone presenti, rispettano il minuto di silenzio.
Un minuto che sembra infinito.
Un minuto per ricordare 85 persone alle quali fu vilmente tolto il diritto alla vita.
Un minuto per ricordare che la memoria non è soltanto il ricordo del passato.
È una scelta.
È un impegno.
È la responsabilità di continuare a camminare, correre e pedalare insieme, attraversando le strade del nostro Paese, affinché ciò che è accaduto non venga dimenticato.
Perché ogni passo, ogni pedalata, ogni presenza, ogni gesto di solidarietà continua a dire, con forza: noi non dimentichiamo.