Strati della Cultura 2026: abitare l’impossibile

Dal 22 al 24 ottobre a Ferrara torna la XIX edizione dell’appuntamento di Arci dedicato alla cultura. Tre giorni di confronto, formazione e scambio di pratiche per interrogarsi sul ruolo degli spazi culturali e immaginare alternative possibili.

Che cosa significa oggi fare cultura fuori dalle logiche del mercato? Come si costruisce partecipazione attraverso gli spazi culturali? Come si difendono e si rafforzano i luoghi in cui una comunità si incontra, produce cultura e costruisce relazioni?

Sono alcune delle domande da cui parte la XIX edizione di Strati della Cultura, l’appuntamento annuale promosso da Arci Nazionale e Arci Emilia-Romagna, che quest’anno si svolgerà a Ferrara dal 22 al 24 ottobre e avrà come tema Abitare l’impossibile.

Strati nasce dalla consapevolezza che nella rete Arci esiste un patrimonio enorme di esperienze e competenze maturate sul campo: nei circoli, nei live club, nelle case del popolo, nei cinema, nelle periferie urbane e nei piccoli centri. Un patrimonio che spesso resta distribuito in maniera diseguale e che ha bisogno di essere riconosciuto, condiviso e trasmesso.

Per questo, quest’anno Strati sarà prima di tutto un laboratorio formativo e orizzontale. Non soltanto un luogo in cui ascoltare esperti e discutere di cultura, ma uno spazio di scambio e autoformazione, costruito a partire dalle pratiche della rete.

Al centro ci saranno questioni molto concrete: la gestione degli spazi di musica dal vivo e la loro sostenibilità oltre il modello di business; il protagonismo e la partecipazione delle nuove generazioni; il ruolo dei presidi culturali nei territori marginali; il rapporto con le piattaforme digitali e le Big Tech; il cinema come strumento di partecipazione e costruzione di comunità.

Accanto alle esperienze più contemporanee, Strati guarderà anche alla storia e a esperienze internazionali che possono ancora offrire strumenti per immaginare alternative. Tra queste, la vicenda di Nuova Scena, il circuito teatrale fondato nel 1968 da Dario Fo e Franca Rame insieme all’Arci, e la storia delle Case della Cultura a Cuba.

Abitare l’impossibile

Il titolo di questa edizione parte da una tensione precisa: non considerare il presente come l’unico futuro possibile.

Abitare il possibile significa sostenere e rafforzare gli spazi e le pratiche che già oggi costruiscono alternative. Abitare l’impossibile significa invece mantenere aperta una tensione utopica, provando a prefigurare altri modi di vivere le città, i territori e le relazioni.

In una fase in cui gli spazi culturali sono sottoposti a crescenti pressioni economiche e burocratiche, mentre la produzione e la distribuzione dei contenuti sono sempre più concentrate nelle mani di grandi soggetti dell’entertainment e delle piattaforme digitali, parlare di cultura significa anche parlare di democrazia, disuguaglianze e diritto alla partecipazione.

I presidi culturali possono essere luoghi di incontro e di cura, ma anche spazi critici e conflittuali, capaci di mettere in discussione le trasformazioni che rendono le città sempre più inaccessibili e i territori sempre più esposti a dinamiche estrattive e speculative.

È in questo spazio che si colloca il lavoro quotidiano della rete Arci: una rete di circoli, festival, cinema, live club e altri luoghi di produzione e promozione culturale che rappresenta una risorsa per contrastare l’omologazione e la desertificazione culturale e per costruire forme diverse di partecipazione.

Strati della Cultura 2026 sarà quindi un’occasione per incontrarsi, condividere esperienze e strumenti e provare, insieme, a immaginare ciò che ancora non c’è.

Strati della Cultura 2026

Ferrara, 22–24 ottobre 2026

Gli appuntamenti si svolgeranno in diversi spazi della città: Factory Grisù, Circolo Arci Bolognesi, Sala del Refettorio, Sala della Musica e Il Turco.

Il programma completo sarà pubblicato prossimamente.

Strati della Cultura è un progetto promosso da Arci Nazionale e Arci Emilia-Romagna, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, il patrocinio del Comune di Ferrara e il contributo di HERA Comm e BPER Banca, in collaborazione con Arci Ferrara, UCCA APS e cheFare.

Media partner: AgCult, il manifesto, La Nuova Ferrara.