Consiglio nazionale Arci dell'8 e 9 settembre: guarda le registrazioni dei lavori

Stretta sulla protezione umanitaria

Circolare del ministro della guerra (ai migranti) ai prefetti

Dopo la chiusura dei porti alle ong e ai naufraghi che trasportano, l’invio di altre motovedette ai libici perché riportino nel loro lager i migranti intercettati in mare, il ministro della guerra (ai migranti) Salvini invia una ai prefetti e alle commissioni territoriali perché vaglino con più severità le richieste di protezione umanitaria, velocizzando le procedure.  Stiamo parlando di numeri davvero piccoli: meno di 7mila persone hanno ottenuto nel 2018 la protezione umanitaria, mentre le domande ancora pendenti sono 136mila.

L’accanimento del ministro riguarda in questo caso i soggetti più deboli – donne, minori, persone malate – quelle cioè che hanno i requisiti per presentare la richiesta di protezione. Ma non basta. Come annnunciato, Salvini ha anche spostato 42 milioni dal capitolo accoglienza a quello rimpatri. Insomma, i migranti non devono più arrivare in Italia e quelli che ci sono si deve far di tutto per rimandarli nell’inferno da cui sono scappati. Sabato diciamo il nostro NO indossando tutte e tutti u na maglietta rossa.