Un’altra difesa è possibile: al via la campagna per il disarmo e la difesa civile

In un contesto globale segnato da conflitti sempre più estesi e da un aumento significativo della spesa militare, cresce l’urgenza di immaginare e costruire alternative credibili. È da questa consapevolezza che nasce la nuova campagna per il disarmo e la difesa civile non armata e nonviolenta: un’iniziativa che punta a fare un passo in avanti concreto nel modo in cui pensiamo la sicurezza, in Italia e in Europa.

Al centro della campagna c’è una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. L’obiettivo è dare finalmente attuazione a quanto previsto dalla Costituzione, che all’articolo 11 ripudia la guerra e all’articolo 52 riconosce il dovere di difesa della Patria, inteso anche attraverso strumenti civili, come confermato dalla Corte costituzionale.

Una sicurezza diversa è possibile

La proposta nasce nell’ambito della campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci. Parte da un presupposto chiaro: la sicurezza non coincide con l’aumento delle armi, ma si costruisce attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la cooperazione internazionale e il rafforzamento della coesione sociale.

Il Dipartimento, che verrebbe collocato presso la Presidenza del Consiglio, avrebbe il compito di coordinare e valorizzare esperienze già esistenti, come il Servizio civile universale, i Corpi civili di pace e la Protezione civile, e di promuovere la nascita di un Istituto di ricerca sulla pace e il disarmo. Un luogo istituzionale capace di sperimentare pratiche e politiche di difesa alternative allo strumento militare.

Come funzionerebbe

La proposta prevede anche un meccanismo di finanziamento innovativo: oltre alle risorse pubbliche, i cittadini potranno scegliere di destinare il 6 per mille dell’IRPEF alla difesa civile non armata e nonviolenta, senza costi aggiuntivi. Una possibilità concreta per sostenere direttamente un modello di sicurezza fondato sulla tutela delle persone e dei diritti.

Una legge di iniziativa popolare

Per portare la proposta all’attenzione del Parlamento sono necessarie almeno 50.000 firme. Una volta raggiunto questo obiettivo, il testo sarà depositato in una delle due Camere, con l’obiettivo di aprire una discussione pubblica e istituzionale ampia e partecipata.

La fase di raccolta firme è quindi decisiva: rappresenta non solo un passaggio tecnico, ma un momento di mobilitazione collettiva per affermare che un’altra idea di difesa è possibile e necessaria.

Come partecipare

Dal 16 marzo 2026 è possibile firmare la proposta e contribuire alla costruzione della campagna. Si può aderire online, tramite SPID o CIE, oppure partecipare alle iniziative territoriali promosse dai comitati locali.

È anche possibile attivarsi direttamente, contribuendo alla nascita di nuovi comitati promotori e organizzando momenti di informazione e mobilitazione.

Costruire pace, oggi

In una fase in cui il dibattito pubblico sembra sempre più schiacciato sull’equazione “più sicurezza = più armi”, questa campagna propone un cambio di prospettiva radicale ma necessario: investire nella pace, nella prevenzione dei conflitti e nella difesa civile significa rafforzare davvero la sicurezza di tutte e tutti.

Un’altra difesa è possibile. E si costruisce insieme.