ROMA, 10 FEBBRAIO 2026 – “Mentre nel Mediterraneo centrale si continua a morire per l’assenza deliberata dei governi europei, che hanno scelto politiche e accordi di morte anziché quelle per i diritti umani, il voto dell’europarlamento sui Paesi d’origine sicuri e i paesi terzi sicuri rischia di essere una pietra tombale sulla già maltrattata democrazia europea”. Così Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione di Arci nazionale, dopo il voto dell’europarlamento.
“Chi oggi – prosegue Miraglia – ha votato queste due scellerate decisioni, inclusi alcuni gruppi socialisti e liberali, oltre alla oramai modificata maggioranza di destra che sostiene la presidente della Commissione, si è assunta la responsabilità di un ritorno al passato che rappresenta una vergogna per la storia dell’UE”.
“Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale – aggiunge Miraglia – l’Europa era diventata una promessa non solo per i propri cittadini e cittadine, ma anche per il resto del mondo. Una promessa di uguaglianza, libertà e diritti che adesso viene bruciata in nome della propaganda delle destre xenofobe e delle paure delle altre forze conservatrici e progressiste di perdere consensi, proprio a partire dalla gestione dell’immigrazione”.
“Davvero – chiede Miraglia – qualcuno di quelli che ha votato pensa che l’Egitto e la Tunisia siano paesi terzi sicuri? Non basta ascoltare le testimonianze delle persone vendute alla frontiera sud della Tunisia, dalle guardie tunisine alle milizie libiche, per capire che quel Paese è sicuro solo per chi compie crimini contro l’umanità? Forse l’Egitto è un Paese sicuro per gli amici del regime, non certo per chi non la pensa come Al Sisi e chi critica il suo governo, che rischia di scomparire per sempre o vedersi rinchiuso senza processo nelle terribili prigioni del regime. Ma evidentemente la realtà per i gruppi politici che hanno votato questi due provvedimenti è insignificante e conta di più la propaganda”.
“L’Arci – conclude Miraglia – considera questo voto uno dei punti più bassi della storia dell’UE e della sua civiltà giuridica. Una vergogna che combatteremo in tutte le sedi perché siamo convinti che l’Europa dei diritti debba e possa opporsi a questa deriva antidemocratica che oggi attacca il diritto d’asilo e, a partire da questo, i diritti di tutti e tutte”.