Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Elezioni: dall’impegno sull’antirazzismo e l’antifascismo agli sgravi fiscali sulla didattica artistica

Le proposte dell'Arci sottoscritte dai candidati e dai partiti

Le elezioni politiche del 4 marzo rappresentano un passaggio importante per la democrazia del Paese. Cadono in una fase in cui gli effetti della crisi economica e sociale continuano a farsi sentire, aumentano povertà e diseguaglianze, incertezze e paura. Senza risposte urgenti ed  efficaci, aumenteranno risentimento, disgregazione sociale, sfiducia nelle istituzioni. Il rischio che questo malessere venga strumentalizzato da forze che si rifanno al fascismo e praticano il razzismo anche con modalità violente è ormai una realtà sempre più diffusa.

E’ necessario agire prima che sia troppo tardi.

E’ importante rilanciare  la partecipazione al voto, e arginare l’astensione. L’esercizio del diritto di voto è infatti momento fondamentale  per tener viva la nostra democrazia e la rappresentanza. E’ necessario che le forze di sinistra e di centrosinistra propongano programmi politici che rispondano ai bisogni delle comunità e operino un profondo cambiamento nei rapporti con i cittadini, dando maggiore attenzione a ciò che si muove dentro e fuori dei partiti.

L’Arci è un sensore attento dei bisogni sociali cui è urgente dare risposte. E’ necessario redistribuire la ricchezza, ridurre le diseguaglianze, investire nell’istruzione, nella ricerca e nella sanità pubbliche. Combattere il razzismo,   migliorare il sistema di accoglienza, non considerare più i flussi migratori un’emergenza e, peggio, una questione di ordine pubblico. Ricostruire il Paese significa per noi affrontare i temi dell’accesso alla cultura, dell’educazione permanente, della riqualificazione delle periferie, della giustizia sociale, di quella climatica, della riconversione ecologica, dei diritti civili, della pace, delle politiche di cooperazione, della legalità democratica e dell’antimafia sociale, della parità di genere.

E chiediamo che nella prossima legislatura vengano approvate due leggi di civiltà: lo ius soli e la depenalizzazione delle droghe leggere.

Solo così sarà possibile ricostruire fiducia, speranza nel futuro,  partecipazione popolare nella sfera delle istituzioni, in un processo di rinascita sociale e culturale che l’area della sinistra può tornare a guidare.