Consiglio nazionale Arci del 27 ottobre: gli ordini del giorno

Gestione idrica sostenibile e democratica in Camerun

Nell’ultimo anno, nella regione dell’ovest del Camerun, un esperto ARCS, insieme a tecnici comunali, ha lavorato all’individuazione di tutte le infrastrutture di approvvigionamento d’acqua sul territorio dei comuni di Penka-Michel, Batié e Bamendjou. Risulta che solo il 40% sia funzionante. Alcune di queste saranno ripristinate grazie al progetto Promotion de la gouvernance de l’eau dans les communes de Bamendjou, Penka-Michel et Batie, finanziato dall’unione Europea e che si realizzerà grazie alla collaborazione tra i 3 comuni e ARCS.

Il progetto accompagna le amministrazioni locali nella formazione di enti, uffici e tecnici per la gestione delle risorse idriche, oltre che prevedere la ristrutturazione di un vecchio acquedotto per ognuno dei tre comuni. Questo obiettivo richiede uno studio delle infrastrutture già esistenti per valutare quale possa ricominciare a distribuire acqua. Per far ciò un esperto in risorse idriche di ARCS ha mappato tutti gli acquedotti già esistenti nella zona, collaborando con i tecnici locali referenti per i tre comuni del progetto. Si contano 37 acquedotti, 42 sorgenti e 138 pompe a motricità umana. Una volta scelte le strutture da ripristinare, questo piccolo team seguirà la fase dei lavori veri e propri che saranno realizzati da aziende locali. Contemporaneamente, nell’ambito del progetto, 15 tecnici seguiranno un corso di formazione per prepararsi alla manutenzione straordinaria, non solo dei 3 acquedotti ristrutturati, ma anche di tutti i piccoli punti di approvvigionamento già funzionanti, per un totale di oltre 200 punti acqua.

Si parla di circa 1000 persone da formare ai temi dell’animazione comunitaria, gestione dei conflitti, tecniche contabili semplificate e manutenzione ordinaria delle infrastrutture.

Questi comitati potranno rimettere in funzione anche i punti d’acqua i cui lavori di ristrutturazione non saranno direttamente finanziati dal progetto, con l’obiettivo di permettere ai circa 177.000 abitanti dei tre comuni di accedere in modo sostenibile e sicuro alle risorse idriche essendo coinvolte nella gestione delle stesse.